Enel: Mucchetti, vendere il 5% non conviene al Tesoro, meglio i dividendi

Radiocor - Roma, 17 ott - La vendita di quote Enel da parte del Tesoro ’a spizzichi e bocconi non ha senso finanziariamente’ e puo’ consentire un risparmio sul debito pubblico poco paragonabile ai rendimenti delle azioni. Mostra cautela il presidente della commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti, intervistato da Radiocor sulla prospettata vendita da parte del Tesoro di una quota del 5-6% di Enel che potrebbe concretizzarsi entro l’anno. ’Andrei cauto a vendere il 5% dell’Enel, sia perche’ la situazione di Borsa non consente certo vendite ad alto prezzo, sia perche’, piu’ in generale, il 5% puo’ rendere come minimo una sessantina di milioni netti, che potrebbero raddoppiare laddove l’Enel tornasse ai dividendi di tre anni orsono; mentre dall’incasso del 5% di Enel, ai valori correnti, deriverebbe un risparmio nella spesa per interessi, al netto delle imposte, sul debito pubblico cancellato da questa operazione, pari piu’ o meno alla meta’’. Mucchetti mette in guardia anche sul possibile messaggio al mercato dalla vendita di una quota e contesta i vantaggi finanziari di una vendita ’a spizzichi e bocconi’.