Autore: B.A

Emilia Romagna: dal 18 si riaprono pure le spiagge

Il virus non è sconfitto e la Regione lo ribadisce in un comunicato, ma sembra che dal 18 si riapre.

In Emilia-Romagna si è pronti a riaprire e oltre a negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti, tatuatori, anche le spiagge. Da lunedì prossimo, 18 maggio, questa la data di apertura prevista, almeno stando ad un comunicato della Regione Emilia Romagna, che parla di intesa trovata con il governo e con tutte le altre Regioni. Ma nello stesso comunicato, la Regione sottolinea come sia assolutamente vietato considerare sconfitto il virus.

«In questi giorni termineranno i lavori dei tavoli tecnici chiamati a definire i protocolli di sicurezza per il riavvio delle diverse attività ora sospese, nel rispetto delle linee guida nazionali», questa una parte del comunicato prodotto dall’amministrazione regionale emiliana. Anche il governatore Bonaccini ieri sera su Radio 24 ha confermato che l’ipotesi riaperture con il prossimo Dpcm, si fa probabile, anche se nulla è certo.

Come riporta Repubblica infatti, Bonaccini ha detto che si augura che a breve si posano riaprire anche le spiagge, e con esse le attività legate al turismo. E presto, la Regione, in base alle parole del governatore, emanerà le linee guida, dopo attenta analisi e condivisione con enti locali, sindacati, associazioni e stabilimenti balneari.

Ecco perché non si è aperto subito

Per Bonaccini, il turismo è la categoria più penalizzata. Il Presidente infatti ha detto che: «è evidente che aspettiamo le linee guida nazionali: è ovvio che il turismo ha più difficoltà perché non esporta merci, che non portano con sè il virus, ma importa persone che sono quelle che contagiano, ma ho fiducia che anche lì ripartiremo». Parole di speranza dunque, quelle di Bonaccini, che ha anche dichiarato di non aver aperto le spiagge fino ad oggi, perché era concreto il rischio di portare migliaia di persone in spiaggia al sole con stabilimenti balneari e ristoranti chiusi.

«Noi vogliamo che in queste settimane gli stabilimenti balneari, a cui abbiamo dato 5 milioni di euro a fondo perduto per ripartire, si facciano trovare pronti», così ha chiuso Bonaccini, sottolineando il fatto che è assolutamente errato pensare di aver sconfitto il virus definitivamente. Quindi, anziché il primo giugno, dopo il pressing di molte amministrazioni locali e molte associazioni di categoria, il governo pensa ad un anticipo di qualche settimana anche per bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti e così via.

ISS e Inail producono il vademecum

Una notizia attesa questa, in attesa che sia più chiaro come si intende riaprire, cioè con che prescrizioni e con quali linee di sicurezza. Su questo effettivamente, l’Istituto Superiore di Sanità e l’ente per gli infortuni sul lavoro, hanno creato già un primo vademecum per le riaperture di bar, pub, ristoranti e attività similari. In attesa dell’ufficialità che solo il nuovi Dpcm del governo potrà fare, sembra che qualcosa di muova sul ritorno alle aperture che molti auspicavano da tempo.