Ecco il nuovo piano vaccinale: anziani, giovani, badanti, fragili, cosa cambia adesso

Ecco il nuovo piano vaccinale: anziani, giovani, badanti, fragili, cosa cambia adesso

Il nuovo piano vaccinale sarà attivo per tutta la Penisola, senza differenze tra Regioni.

Il governo ha predisposto in solido con i tecnici e gli esperti il nuovo piano vaccinale. Nelle mire dell’esecutivo anche gli ipotizzati scenari di nuovi lockdown sono collegati con il programma delle vaccinazione. Infatti le nuove misure restrittive dovrebbero fare da «bolla» alla campagna vaccinale, in modo tale da accelerare la lotta al virus ed uscirne una volta per tutte.

Polemiche e critiche sul fronte vaccini sono all’ordine del giorno ma adesso il sistema viene dotato delle linee guida. Lo riporta un articolo del «Corriere della Sera» che parla di piano vaccinale valido in tutta Italia.

Un piano unico senza distinzioni territoriali

Fino ad oggi le Regioni in materia vaccini hanno avuto un elevato margine di decisione, ma adesso basta, perché si è deciso di istituire un piano vaccinale generalizzato per tutta la Penisola. Il piano vaccinale del governo è basato sulle fasce di età, con la priorità ai più anziani. Ma viene allo stesso tempo data priorità ai cosiddetti fragili, e non necessariamente in avanti con l’età.

Infatti avranno priorità i soggetti affetti da patologie varie ed in forma piuttosto grave, cioè chi rientra nel perimetro della legge 104. Tra le novità, la vaccinazione in azienda, con quelle grandi che possono fare tutto da sole grazie alla presenza dei medici aziendali, mentre per le piccole si dovrà fare ricorso ai medici Inail. Dopo i medici di base e gli specializzandi, adesso anche agli odontoiatri sarà concesso di vaccinare.

Perché il piano nazionale e non più la discrezionalità delle Regioni

Tra le critiche più feroci mosse in queste settimane al piano di vaccinazione della popolazione, il fatto che spesso sono stati vaccinati soggetti non propriamente fragili, lasciando senza dose quelli che moralmente avrebbero dovuto avere la priorità.

Il governo sembra aver scorto nella discrezionalità delle Regioni questa problematica a tal punto da togliere il pallino alle Amministrazioni locali e passarlo al governo centrale con il piano nazionale. Il personale sanitario, gli anziani sopra gli 80 anni, il personale della scuola, i militari e tutte le forze dell’ordine, questa la graduatoria delle persone la cui vaccinazione dovrà per forza di cose essere completata con assoluta precedenza.

Tra i primi a dover essere vaccinati anche i caregivers, cioè le persone che assistono familiari disabili così come gli operatori delle RSA, le case di riposo per anziani. E c’è chi spinge, come le associazioni dei datori di lavoro domestico, per vaccinare le badanti. Per l’ordine di età si partirà dagli over 70 mentre per le fragilità di salute, si partirà da chi ha problemi legati a patologie dell’apparato respiratorio e di quello cardiovascolare.

Nelle grandi città e nei Comuni con più di 50.000 abitanti verrà predisposto un centro vaccinale o più centri vaccinali. Il posto è variabile, e va dagli stadi ai palasport, dalle aule per i congressi ai parcheggi dei grandi centri commerciali.

I siti messi a disposizione dal Ministero della Difesa per effettuare i test e i tamponi adesso saranno riconvertiti a centri di vaccinazione. E verranno avviati anche i centri di vaccinazione itineranti, quelli mobili e capaci di arrivare nei Paesi più difficili da raggiungere con l’aiuto della Protezione Civile.