Autore: B.A

Ecco il nuovo decreto coronavirus, limitazioni bar, scuole, sport estesi a tutta Italia

Niente più zone rosse, tutta l’Italia diventa zona di sicurezza con tutte le limitazioni immediatamente attive.

Con una conferenza stampa indetta alle 9:30, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha allargato a tutta l’Italia le prescrizioni relative all’emergenza coronavirus che fino a ieri erano valide per Lombardia e per le 14 province di Veneto ed Emilia Romagna, cioè la cosiddetta zona rossa. Il Premier Conte ha spiegate motivazioni della scelta con l’espansione dei contagi che hanno spinto il governo a misure ancora più draconiane delle precedenti.
Ecco cosa cambia adesso per quelle zone della nostra Italia, che fino a ieri non avevano le restrizioni ferree della zona rossa.

Ancora stop scuole e adesso pure il calcio

I divieti relativi al coronavirus non hanno distinzioni tra zone dello stivale, questo ciò che si è deciso ieri nel nuovo decreto del governo sullemergenza epidemia.
Il Premier Giuseppe Conte ha firmato il decreto che di fatto fa diventare zona rossa tutto il Paese. Un decreto che lo stesso Conte ha chiamato «io resto a casa», nome che la dice tutta sul contenuto del provvedimento.
Col nuovo atto si allargano a tutto il Paese i provvedimenti già presi per la Lombardia e altre 14 province del Nord.
Inoltre, si ferma ancora la scuola, o meglio, si ferma ancora di più, con il blocco delle attività didattiche che dal 15 marzo si sposta al 3 aprile. Ed anche il calcio, quello dei professionisti della serie A si ferma fino al 3 aprile.

Un decreto senza sconti

Ciò che ha partorito il governo, col nuovo DPCM in vigore dal 10 marzo è un atto che non fa distinzioni tra Regioni e Province e che non fa distinzioni tra attività e professioni.
I movimenti sono limitati drasticamente.
Il divieto di spostamento è generalizzato e si può lasciare il proprio comune solo per comprovati motivi quali quelli di lavoro, le esigenze familiari e i motivi di salute.
Per potersi spostare, occorre autocertificare la ragionevolezza del proprio spostamento, compilando un modulo da esibire al momento del controllo che può essere compilato anche seduta stante, cioè davanti le forze dell’ordine. Tra le altre prescrizioni del nuovo decreto, che in pratica, estende a tutta Italia l’articolo 1 del precedente provvedimento che era valido solo per la zona rossa, gli orari di apertura di bar e ristoranti è fissata dalle 06:00 alle 18:00. Sono vietati qualsiasi tipologie di assembramenti, ed anche nei bar e nei ristoranti, gestore deve garantire la distanza di sicurezza di un metro.
Chiusi tra gli altri, discoteche, pub, sale scommesse.
Divieto assoluto di manifestazioni sportive, culturali, politiche e così via.
I negozi della media e grande distribuzione devono restare chiusi bei festivi e prefestivi. Restano aperti i negozi di generi alimentari e farmacie o parafarmacie, ma con l’obbligo dei gestori di fare rispettare la distanza di sicurezza.