Autore: Fabio Antonio Cerra

E’ possibile fotografare o filmare le forze dell’ordine in servizio?

E’ consentito registrare e poi pubblicare foto o video che mostrano le forze dell’ordine durante lo svolgimento delle loro funzioni?

Capita sovente, per esperienza diretta o magari per sentito raccontare, che i pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni di Polizia richiedano di non essere ripresi o fotografati in volto. E, spesso, per timore reverenziale, si finisce per accogliere quella richiesta credendo che ci siano leggi che proibiscano di fotografare o filmare gli agenti delle forze dell’ordine.

Secondo quanto risposto dall’Ufficio del Garante della Privacy alla domanda inoltrata dal Ministero dell’Interno nel 2011, riguardo la possibilità da parte di privati cittadini di filmare o fotografare operatori della stradale impegnati in controlli, gli agenti mentre sono in servizio possono essere tanto fotografati quanto filmati. Così come possono essere filmati o fotografati mentre sono impegnati in operazioni, mentre presidiano manifestazioni pubbliche: insomma, generalmente quando stanno esercitando le loro funzioni, e questo perché allo stato attuale non ci sono leggi che proibiscono di fotografare e filmare gli agenti delle forze dell’ordine.

Il tutto con due uniche eccezioni:

  • non devono essere presenti veti imposti dalle autorità pubbliche, per esempio per ragioni di sicurezza;
  • alle foto e ai video delle forze dell’ordine si applicano le norme del Codice della Privacy: valgono, cioè, come i dati personali di un normale cittadino.

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Consentita diffusione del materiale registrato previo consenso

Per quanto riguarda l’eventuale e successiva diffusione del materiale audiovisivo registrato, ritraente gli agenti delle forze dell’ordine, bisogna sempre e comunque fare riferimento al Codice della Privacy, che ricordiamo richiede il consenso delle persone oggetto delle riprese al fine di poter pubblicare le foto ad esempio su giornali, su internet o più in generale sui Social Network.

Se la diffusione delle registrazioni invece rientra nel diritto di cronaca, ovvero quando serve a diffondere una notizia o un’informazione di interesse generale – e ciò dipende dalle immagini registrate, e non dal fatto che l’autore sia un giornalista o un semplice cittadino – il consenso non deve essere esplicitamente richiesto.

L’eventuale utilizzo delle registrazioni effettuate dovrà essere vagliato successivamente dal giudice di merito, e non dagli operanti oggetto della registrazione. A decidere se le foto o i filmati effettuati violino la privacy degli agenti di polizia, oppure se le riprese rientrino nel diritto di cronaca, non dovranno essere gli agenti di polizia stessi. Eventuali intimazioni ad interrompere le registrazioni, minacce di sequestro delle apparecchiature in uso, o l’ordine di cancellare le immagini acquisite, potrebbero integrare a tutti gli effetti un abuso da parte degli operatori di polizia stessi.

Ricapitolando, dunque, quella che ad oggi appare ancora essere una vexata quaestio, le riprese degli agenti delle forze dell’ordine nell’esercizio delle loro funzioni sono di per sé sempre possibili, esclusi i casi in cui ci sia un espresso divieto dell’autorità pubblica. L’eventuale e successivo utilizzo delle immagini videoriprese sarà invece soggetto a tutti i limiti previsti dal Codice della Privacy, con tutto il corollario di norme ad esso correlato a cui abbiamo fatto accenno in apertura di articolo.