Autore: B.A

Dopo il 18 maggio possibile allentamento su base regionale

Torna la speranza di non dover aspettare il 1° giugno per ristoratori, bar e parrucchieri.

Boccia: «Dal 18 maggio scelte diverse in base ai contagi. Misure coerenti o diffida». Le regioni di destra si rivolgono a Mattarella
Il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia ha avuto oggi una videoconferenza con molti governatori delle Regioni. Argomento, manco a dirlo, le misure restrittive del governo. Misure drastiche confermate dal Premier domenica scorsa e in vigore fino al 18 maggio. Limitazioni degli spostamenti, ma soprattutto chiusure di molte attività produttive, industriali, commerciali ed artigianali, ancora per molti giorni. Alcune addirittura, avranno la data di riapertura, presunta, il 1° giugno. Ristoranti, bar, pub, parrucchieri, barbieri, estetisti, sono tra i soggetti del tessuto produttivo italiano che apriranno per ultimi, cioè per ultimi si libereranno del lockdown. Questa una delle cose che più fa discutere, soprattutto alla luce del fatto che stanno emergendo tutte le divisioni territoriali, se non nella classe dirigente, almeno nei cittadini. Spiegare ad un ristoratore di Molise, Basilicata, Campania, che non può riaprire per il coronavirus, in Regioni dove da giorni i contagi sono al minimo così come i decessi, non è facile. Il nemico è di quelli pericolosi però, il Coronavirus è ancora in agguato e non bisogna abbassare la guardia, ma ciò che succede in Lombardia e Piemonte per esempio, viene visto con distanza dal Mezzogiorno e da varie zone del Centro Italia. Boccia però oggi ha aperto ad una opzione che potrebbe cambiare questo scenario prima del previsto. Naturalmente non ha detto niente di trascendentale il Ministro degli Affari regionali, ma ha confermato come alla scadenza di questo Dpcm, il prossimo 18 maggio, si potrebbe intervenire con misure calmierate su base regionale o sui contagi.

I Governatori di Centrodestra chiedono più autonomie

Il Ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia ha proposto ai governatori, ordinanze regionali coerenti con il Dpcm. Questo perché evidentemente al governo non è piaciuto il fatto che molte Regioni hanno emanato ordinanze più larghe rispetto al Dpcm, in evidente contrasto con l’operato dell’esecutivo nazionale.
«Se ci sono ordinanze non coerenti invio una diffida, una lettera con la scheda indicando le parti incoerenti e la richiesta di rimuoverle. Se non avviene sono costretto a ricorrere all’impugnativa al Tar o alla Consulta», così Boccia ha redarguito i governatori, minacciando addirittura un ricorso alla Corte Costituzionale. I governatori, soprattutto quelli di centrodestra chiedono più spazio di manovra, più competenze in materia, ma il governo, non può consentire, secondo Boccia, Regioni che aprano e allentino le misure previste dal governo e valide fino al 18 maggio 2020.

Ma c’è anche una apertura

"In base al monitoraggio delle prossime settimane ci potranno essere dal 18 maggio scelte differenziate tra le Regioni sulle riaperture di attività”, Boccia ha detto anche questo. In parole povere, una apertura a fare ciò che molti governatori chiedono, anche se non nell’immediato, ma dal 18 maggio. Una soluzione che potrebbe essere sintetizzata nella massima: “meno contagi più aperture”. Ciò che dice Boccia trova conferme anche dalla posizione del Presidente dei senatori Pd, Andrea Marcucci.
I governatori delle Regioni però, scrivono a Conte e al presidente della Repubblica Mattarella: «La fase 2 è una fase nuova, che si giustifica per una progressiva diminuzione dell’emergenza. È essenziale che si ritorni progressivamente a un più pieno rispetto dell’assetto costituzionale e del riparto di competenze tra lo Stato e le Regioni, sempre in applicazione dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione. È necessario giungere a una normalizzazione dell’emergenza, che consenta un ritorno agli equilibri democratici previsti dalla Costituzione», questa letteralmente la lettera scritta dai governatori. Ma le divisioni tra Regioni sono già evidenti. Infatti alcune Regioni hanno emanato ordinanze particolari, che poi sono quelle a cui si riferiva Boccia nel suo appello all’ascolto da parte degli amministratori locali.
In Veneto e Liguria, è consentito lo spostamento individuale su tutto il territorio regionale per andare nelle seconde case di proprietà o raggiungere le imbarcazioni ormeggiate al di fuori del Comune di residenza. In Liguria inoltre, la ristorazione da asporto è consentita già, diversi giorni prima di quanto ha previsto il governo, cioè dal 4 maggio prossimo.