Dichiarazioni OMS sul Covid: «Sciocco pensare che la pandemia sia finita»

Dichiarazioni OMS sul Covid: «Sciocco pensare che la pandemia sia finita»

Le dichiarazioni OMS avvertono del pericolo della nuova ondata Covid, e trovano fondamento sui più recenti dati sull’andamento della pandemia.

Chi pensava che grazie alla creazione dei vaccini e al buon funzionamento della campagna vaccinale, il mondo si starebbe avviando all’uscita dal tunnel della pandemia, si deve ricredere. Almeno secondo quanto puntualizzato in queste ultime ore dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Infatti la pur controversa Organizzazione, in questi mesi al centro di dibattiti e opinioni divergenti sull’effettiva efficacia della sua azione, ha sottolineato il preoccupante dato del +12% dei casi in una settimana e l’ulteriore, e non confortante dato, dello stop del calo dei decessi dopo 2 mesi.

Come a voler dire che il pericolo varianti è tuttora presente, più forte che mai. Vediamo allora un po’ più da vicino i contenuti delle recenti dichiarazioni OMS sul Covid.

Dichiarazioni OMS: i vaccini sono essenziali, ma il mondo non li ha usati come avrebbe dovuto

L’Organizzazione con sede centrale a Ginevra invita alla cautela, anzi spinge con forza ad utilizzare comportamenti coscienziosi e prudenti, anche se tutto l’emisfero nord sta vivendo in questo periodo la calda stagione estiva, ossia il periodo delle vacanze per antonomasia.

"Chiunque pensi che la pandemia" di coronavirus "sia finita, perché dove risiede è finita, vive nel paradiso degli sciocchi". Queste le parole secche usate a Tokyo dal direttore generale OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel suo intervento alla 138esima sessione del Comitato olimpico internazionale (Cio).

Le dichiarazioni OMS, senza mezzi termini, spiegano che "I vaccini sono strumenti potenti ed essenziali. Ma il mondo non li ha usati bene". Il direttore generale si riferisce al fenomeno rappresentato da una effettiva iniquità vaccinale.

In altre parole, siamo di fronte ad un vero e proprio problema di disuguaglianza nell’immunizzazione della popolazione mondiale. Ciò sta avendo conseguenze nefaste, giacchè "a 19 mesi dall’inizio della pandemia e a 7 mesi dall’approvazione dei primi vaccini - ha avvertito Ghebreyesus - ci troviamo ora nelle prime fasi di una nuova ondata di infezioni e decessi. Questo è tragico".

Come a voler dire che se, in questi mesi, nel globo i vaccini fossero stati distribuiti in modo omogeneo nelle varie aree geografiche, probabilmente oggi non avremmo questa pericolosa recrudescenza del Covid.

I dati recenti sulla diffusione della pandemia sono compatibili con le dichiarazioni OMS

In effetti le ultime dichiarazioni OMS non sono frutto di un eccessivo allarmismo. Sono 3,4 milioni i nuovi casi di Covid-19 segnalati a livello globale dal 12 al 18 luglio, in crescita del 12% rispetto ai 7 giorni precedenti, così come raccolto dall’Organizzazione mondiale della sanità nel suo report settimanale sull’andamento della pandemia.

Si è passati dai circa 400mila casi al giorno a quasi 500mila contagi, mentre - come sopra accennato - il numero di decessi torna a salire dopo due mesi di calo.

Le recenti dichiarazioni OMS fanno presente altresì che "Nonostante gli sforzi in atto per estendere la copertura vaccinale, molti Paesi in tutte e 6 le regioni Oms continuano a mostrare impennate nei casi di Covid-19".

In particolare, nell’ultima settimana, il numero maggiore di nuovi contagi è stato registrato in Indonesia (350.273 casi, +44%), seguita da Gran Bretagna (296.447 casi, +41%), Brasile (287.610 casi, -14%), India (268.843 casi, -8%) e Usa (216.433 casi, +68%). Il deciso aumento ha dunque interessato anche paesi in cui la campagna di vaccinazione è partita da molte settimane.