Decreto millleproroghe: salva Roma e affitti d’oro. Ecco di cosa si tratta

E’ arrivato oggi il via libera del consiglio dei Ministri al decreto milleproroghe che cerca di sciogliere gli ultimi nodi economici prima della fine dell’anno.

Il decreto milleproroghe ha avuto il suo ok dal Cdm. In programma per la vigilia di Natale, l’approvazione del decreto era stata rimandata ad oggi in seguito alle forti polemiche scoppiate in Parlamento e dalle perplessità manifestate dal Presidente della Repubblica.

La decisione di rimandare la discussione sulle norme sul tavolo del governo è stata presa la vigilia di Natale dal premier Enrico Letta dopo un colloquio al Quirinale. Il Capo dello Stato infatti avrebbe mosso alcune obiezioni circa l’appesantimento emendativo del provvedimento e soprattutto in relazione alla eterogeneità dei contenuti in modo particolare rispetto alle disposizioni originarie.

Milleproroghe

Sono due le norme al centro del decreto approvato oggi: il decreto rinominato salva-Roma e quello sugli affitti d’oro delle istituzioni politiche. A questo si aggiungono i fondi strutturali europei soldi, spiega il premier Letta, che saranno usati a sostegno delle imprese, per il rilancio dell’occupazione, il sostegno alle economie locali e la lotta alla povertà.

Enrico Letta al termine del consiglio dei ministri spiega che il decreto milleproroghe è

costruito con le proroghe essenziali che sono necessarie su alcuni impegni che abbiamo dovuto come ogni anno mettere e accanto a queste le norme essenziali del decreto Salva-Roma che abbiamo deciso di non portare a termine per la eterogenietà di norme venute fuori durante il percorso in Parlamento. Nel 2014 dobbiamo avere la riforma del procedimento legislativo.

Salva-Roma

Il decreto milleproroghe dovrebbe sobbarcarsi alcune misure per "salvare" la Capitale dal default. Nell’approvazione del bilancio comunale infatti sono state date per scontate alcune misure che invece devono essere approvate e confermate dal Parlamento.

In particolare si tratta di scaricare 400 milioni di euro di debiti sulla gestione commissariale. Marino vorrebbe spostare 400 degli 864 milioni di euro di debiti emersi dai conti del comune sulla gestione commissariale, ma per farlo deve incassare l’ok dal parlamento.

Al momento è stata eliminata la norma che dava la possibilità al comune di aumentare nel 2014 l’Irpef di 0,3 punti. Ma non si esclude che nel corso dell’iter di approvazione del decreto milleproroghe la norma torni in ballo.

Affitti d’oro

La questione degli affitti cosiddetti d’oro pagati dallo Stato e dalle sue istituzioni ha accesso forti polemiche in Parlamento. Si tratta di uno dei punti più caldi del decreto. Nasce dalla battaglia, portata avanti soprattutto dal Movimento 5 Stelle, contro il pagamento di affitti ingenti nonostante il prestigioso patrimonio immobiliare in possesso dello Stato, ma inutilizzato o strutturato male.

Il Movimento a 5 Stelle aveva fatto approvare un emendamento per rescindere questi affitti onerosi in tempi rapidi. La legge di stabilità però conteneva una clausola che di fatto rendeva inutile l’approvazione del suddetto emendamento. Il decreto milleproroghe appena approvato dal Cdm afferma il diritto delle pubbliche amministrazioni di recedere gli affitti eccessivamente onerosi.

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