Dati Eurostat, sempre meno matrimoni in Italia: i numeri della crisi

Dati Eurostat, sempre meno matrimoni in Italia: i numeri della crisi

I dati Eurostat ci dicono che gli italiani sono sempre meno propensi alle nozze, e ciò già prima dell’inizio della pandemia. Alcuni interessanti numeri.

Non è solo il coronavirus ad aver spinto molte coppie a rimandare, se non addirittura annullare, il matrimonio. I dati Eurostat, ossia l’Ufficio statistico dell’Unione europea che raccoglie ed elabora dati a fini statistici, traccia un quadro molto nitido sul crollo del numero di cerimonie nuziali nel nostro paese.

In verità, i più recenti dati raccolti da Eurostat risalgono alla situazione 2019, vale a dire ben prima dell’inizio della pandemia che, come sappiamo, ha portato al lockdown e al blocco totale o parziale delle attività. Anche il settore matrimoni ne ha risentito, e il settore dei wedding planner che fino a qualche anno fa, dava ancora qualche margine di guadagno per gli operatori, sta vivendo oggi una crisi profonda.

C’è da presumere che i risultati delle prossime indagini presenteranno dati Eurostat ancora più negativi, ma intanto focalizziamoci sulla più recente analisi Eurostat: perchè il settore matrimoni è in crisi in Italia? quali sono le cifre del crollo delle nozze? Scopriamolo di seguito.

I dati Eurostat delineano un quadro nitido della crisi dei matrimoni, non solo in Italia

In base ai più aggiornati dati Eurostat, istituto che si propone di favorire il processo di armonizzazione della metodologia statistica degli Stati membri, nel 2019 l’Italia ha avuto il tasso di matrimoni più basso nell’UE, corrispondente a circa 3 matrimoni ogni 100 abitanti (3,1); seguita da Slovenia e Portogallo (entrambi 3,2), e da Spagna, Francia e Lussemburgo (tutti e 3,5).

Il dato che maggiormente balza all’occhio è il progressivo calo del numero delle nuove nozze nel nostro paese, anno dopo anno. Nel 2018 in Italia il tasso era corrispondente al 3,2. Lo rimarca l’istituto di statistica Eurostat, affermando che la tendenza a lungo termine nei paesi dell’Unione mostra che il numero di matrimoni sta scendendo sempre più, mentre il numero di divorzi è in aumento.

Pertanto la crisi del legame matrimoniale non è soltanto tipicamente ’italica’, ma sta attraversando tutta la società europea. Tante le ragioni che hanno prodotto questa situazione, ben evidenziata dai dati Eurostat: la scarsa fiducia nel futuro da parte delle giovani generazioni; le difficoltà economiche; la precarietà o la mancanza di un lavoro; la difficoltà nel costruire un progetto di vita a due, tra le altre.

Nel nostro paese aumentano i divorzi e il tasso di natalità rimane molto basso

Proseguendo con la sua analisi statistica, Eurostat puntualizza quanto segue: "Il tasso di matrimoni nell’Ue è diminuito da 8,0 per 1000 persone nel 1964 a 4,3 nel 2019. Allo stesso tempo, il tasso di divorzi è più che raddoppiato, passando da 0,8 per 1000 persone nel 1964 a 1,8 nel 2019”. Nell’ambito dei dati Eurostat, bisogna però tenere presente il fatto che in Italia il divorzio fu introdotto a livello legale soltanto nel 1970, nonostante la ferma opposizione della DC.

Tra gli Stati membri dell’Ue, il numero minore di divorzi in base al totale della popolazione è stato registrato a Malta e in Irlanda (0,7 divorzi ogni 1000 persone); a seguire Slovenia (1,2), Italia (1,4) e Croazia (1,5). Invece, i tassi di divorzio più alti sono stati individuati in Lettonia, Lituania e Lussemburgo (3,1 divorzi per mille persone), Cipro (2,6) e Svezia (2,5).

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Ad una prima lettura dei dati Eurostat, se è vero che l’Italia non ha il primato dei divorzi in Europa, è altrettanto vero che negli ultimi tempi le rotture del legame matrimoniale sono aumentate del 60%. Nella crisi delle coppie un peso specifico ha avuto e sta avendo proprio la pandemia, il lockdown e la limitazione delle attività lavorative, ossia fattori che hanno condotto molti coniugi a stare chiusi dentro la propria abitazione, e a trovarsi di fronte alla realtà di un rapporto matrimoniale che non funziona più.

Concludendo, in questo scenario dei dati Eurostat, certamente non positivo per le coppie residenti nel nostro paese, si collocano coerentemente i dati della scarsa natalità. Infatti, nel 2020 sono nati soltanto 404.000 bambini. È il numero minore dall’Unità d’Italia e quasi il 30% in meno rispetto al 2011. Altro dato negativo: l’anno scorso, la differenza tra nascite e morti ha raggiunto un record negativo: 340.000 persone in meno e dunque popolazione italiana in diminuzione.