Daniel Leone muore a 28 anni, calcio in lutto

Daniel Leone muore a 28 anni, calcio in lutto

Una brutta malattia lo aveva costretto a smettere di giocare

Daniel Leone non ce l’ha fatta. La sua vita si è spenta a 28 anni, da 7 anni lottava contro un tumore che lo aveva praticamente costretto a smettere di giocare. Una storia, quella del giovane portiere campano, che ha commosso l’intero mondo del calcio per la forza e la dignità con cui ha combattuto la sfida più difficile.

Daniel Leone, un destino fatale

Nato nel 1993, era il 2014 quando scoprì il male. Fu l’inizio di una battaglia che inizialmente gli aveva consentito di poter tornare in campo dopo un intervento chirurgico e le cure. Nel 2017, però, una recidiva lo aveva costretto a non poter inseguire il suo sogno. Una situazione che, dopo l’evoluzione degli ultimi mesi, è arrivata al punto in cui oggi si piange la scomparsa di un ragazzo di ventotto anni.

Daniel Leone, una carriera promettente prima di un tragico destino

Daniel Leone era nato a Piedimonte Matese e nel mondo del calcio aveva a lungo legato il suo nome a quello della Reggina. Poco più che adolescente aveva lasciato la Campania per trasferirsi a Reggio Calabria dove era cresciuto presso il centro sportivo Sant’Agata, struttura dove i ragazzi del club amaranto giocano e risiedono.

Sacrifici importanti che lo avevano portato praticamente in prima squadra e poi ad una serie di esperienze in prestito per maturare esperienza. Pontedera, Reggiana, Torres nella sua carriera da calciatore del club dello Stretto e poi Catanzaro, prima di dover dire basta per la recidiva di un destino che non gli ha lasciato scampo.

Tanti i messaggi da parte di ex compagni che sui social hanno voluto ricordare il ragazzo. Tra questi spicca quello di Christian Puggioni. L’ex portiere della Sampdoria lo ha conosciuto a Reggio Calabria, quando lui difendeva i pali della Reggina e Leone era un ragazzo che sognava di raggiungere la prima squadra. Puggioni, oltre a ricordare quei tempi, ha dedicato un passaggio significativo alla giovane vita spezzata da un male incurabile.

“Il vuoto che lasci - ha scritto - è immenso, e qualcuno potrebbe pensare che hai perso la partita più importante della tua vita. Povero sciocco. Sì perché Daniel, hai vinto. Hai vinto, insegnando a tanti, la dignità di affrontare i veri problemi della vita. Hai insegnato, il coraggio di vivere la sofferenza con forza e speranza. Hai insegnato, che si può lasciare il proprio nome, marchiato a fuoco nella memoria delle persone, con l’esempio e il coraggio. Buon ultimo volo Daniel LEONE”.

Morte Daniel Leone, i comunicati di Reggina e Catanzaro

Anche la Reggina, squadra cui il calciatore ha legato più a lungo il suo nome da calciatore, ha diffuso comunicato. «Reggina 1914 - si legge nella nota del club amaranto - piange la scomparsa di Daniel Leone, giovane portiere che ha difeso i nostri colori nel settore giovanile fino ad arrivare a far parte della prima squadra».

«Daniel - si legge ancora nel comunicato - ha combattuto per sette lunghi anni contro un terribile male, il suo straordinario coraggio ed il suo sorriso resteranno per sempre vivi nel cuore e nel ricordo di tutti noi. Da parte del club, le più sincere e sentite condoglianze alla famiglia».

Alla Calabria Leone era legato anche per l’esperienza a Catanzaro. Il club giallorosso tramite i propri canali ufficiali ha voluto dedicargli un pensiero.

«La società US Catanzaro - si legge in una nota del club - esprime proprio profondo cordoglio per la prematura scomparsa di Daniel Leone, dopo una lunga battaglia contro una malattia che ha affrontato da vero guerriero, con coraggio, determinazione ed una grande forza d’animo. Come ha sempre fatto in campo, conquistandosi l’affetto dei tifosi, anche di fronte alla sfida drammatica che è stato chiamato ad affrontare, Daniel ha risposto con la la sua grinta, con il suo sorriso e con parole di incoraggiamento che restano la sua testimonianza più bella. L’intera Catanzaro sportiva, in questo momento di dolore e sgomento, si stringe accanto alla famiglia di Daniel e ai suoi cari».