Autore: Luigi Crescentini

Coronavirus

Cura a Plasma per trattare il Covid-19: pro e contro, perché i media non ne parlano?

Trattamento a base di plasma per curare pazienti affetti da Coronavirus: risultati positivi sulle sperimentazioni effettuate al policlinico di Padova e a Mantova.

Molte sono state le polemiche, le bufere sui social e la circolazione di fake news ma il trattamento a base di anticorpi somministrati ai pazienti affetti da Covid-19, sembra essere piuttosto efficace in quanto i risultati riportati dalle sperimentazioni effettuati a Pavia e a Mantova sono alquanto positivi. La cura a plasma è un trattamento che prevede il prelievo del plasma che contiene gli anticorpi dei soggetti guariti dal Covid-19 per poi iniettarlo ad altri pazienti malati.

Covid-19, trattamento a base di plasma: risultati promettenti dalle sperimentazione in Italia

Lo studio della cura a base di plasma aveva tre principali obiettivi: la diminuzione della mortalità in terapia intensiva, il miglioramento dei parametri legati alla respirazione e all’infiammazione, e proprio sul primo intento si sono raggiunti dei risultati significativi. Il tasso di mortalità dei pazienti curati con plasma immune è diminuita dal 15%al 6%.

Questi dati sono stati riferiti dal Policlinico di Pavia e l’Asst di Mantova sulle sperimentazioni condotte su 52 pazienti affetti da Coronavirus. Risultati che, però, non sono stati ancora resi pubblici. Il trattamento a base di plasma è risultato utile anche per curare i pazienti in Cina. Negli Usa, circa 4 mila individui affetti da Covid-19 sono stati curati con la somministrazione di plasma e i risultati dei primi 15 pazienti dimessi dall’ospedale, sono stati pubblicati.

Forse la cura a plasma potrebbe essere una buona speranza per trattare il Covid-19, come in tempi passati è già accaduto per l’Ebola e la Sars. Ma le dichiarazioni del medico Mauro Rango, residente alla Mauritius si spingono oltre: «La cura per il coronavirus esiste già, ma non ce lo dicono». Il virologo del San Raffaele, Roberto Burioni invece fa presente che bisogna stare attenti sulle falsità che girano nel web. La cura a plasma dà risultati promettenti ma è condizionata da molti limiti.

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Coronavirus, cura a base di anticorpi: ancora tanti nodi da sciogliere

I medici lanciano un appello: «Raccogliamo sacche oggi, per un’eventuale seconda ondata nella stagione autunnale». Il governo promette più risorse a riguardo poi c’è chi come Salvini si domanda perché i media non parlano. La cura a plasma, però, ha ancora troppi nodi da sciogliere: il numero di donatori che potrebbe non bastare, i rischi del trattamento e la disponibilità dei macchinari necessari all’estrazione degli anticorpi.

Per quanto riguarda i costi, non sembra essere tra i principali problemi in quanto la terapia è semplice e dovrebbe avere costi contenuti: il plasma potrà essere estratto gratuitamente dai donatori, anche il costo per la cessione ad altri ospedali è basso e, in un calcolo approssimativo, il costo per ogni trattamento si aggirerà intorno agli 86 euro. Uno degli aspetti negativi della cura a plasma sono i rischi legati al trasferimento di plasma da un soggetto ad un altro.

Il sangue può trasmettere molte malattie e tra queste anche l’HIV. È ovvio che prima di ogni prelievo vengono fatti dei controlli mirati ma in Paesi come la Gran Bretagna ad esempio, hanno deciso di escludere dalle donazioni i convalescenti omosessuali per eventuali rischi legati alla trasmissione di malattie veneree. Ovviamente la decisione ha dato il via alle polemiche.