Autore: Guido Michelini

Pensione

Cristallizzzione del diritto alla pensione, cos’è e come funziona

Una volta maturato il diritto alla pensione, non si perde, questo il principio della cristallizzazione.

Esiste un istituto di cui spesso si parla ma che pochi conoscono davvero e soprattutto, che pochi sanno di poter utilizzare per andare in pensione. Parliamo di cristallizzazione del diritto. Una volta maturato il diritto ad una prestazione pensionistica, tale diritto è cristallizzato nel senso che non lo si perde. Una cosa questa molto importante dal momento che il cantiere previdenziale è sempre aperto e che ci sono misure che oggi funzionano, ma che presto potrebbero scomparire.

Cristallizzazione del diritto alla pensione, cos’è?

In linea di massima, se una misura di pensione è in funzione, chi vi rientra centrando i requisiti utili alla sua fruizione, mantiene intatto il diritto anche se la misura cessa di esistere. Soprattutto per le misure flessibili, questo è un dato di fatto, perché in linea generale le misure hanno una età o una soglia contributiva minima da raggiungere entro un determinato periodo.

E una volta raggiunte queste soglie minime, si raggiunge il diritto a poter sfruttare la misura pensionistica per uscire dal lavoro. Un diritto che resta intatto e inalterato anche per gli anni a seguire. Si chiama cristallizzazione del diritto alla pensione.

La cristallizzazione del diritto di pensione prevede che una volta raggiunti i requisiti di accesso ad una qualsiasi delle misure previdenziali in vigore, il diritto alla pensione con quella specifica misura si può esercitare in un qualsiasi momento, anche successivo.

Alcuni esempi di cristallizzazione del diritto alla pensione

In materia previdenziale, diritto cristallizzato significa diritti acquisito. Una volta raggiunto, tale diritto non si può più perdere. Maturare il diritto all’uscita dal lavoro, non viene meno nemmeno se la misura per la quale tale diritto è stato maturato, cessa di esistere o è modificata e corretta successivamente con un provvedimento normativo.

L’esempio più calzante ed attuale è senza ombra di dubbio quello di quota 100. La misura tanto cara a Salvini e alla Lega, non verrà toccata fino alla sua naturale scadenza del 31 dicembre 2021. Servono quindi 62 anni e 38 anni di contributi per poter avere accesso alla quota 100. Possibilità quindi per tutti quelli che sono nati entro il 1959.

Chiunque matura i requisiti entro il 31 dicembre del 2021, anche se decide di uscire negli anni successivi, cioè fino ai 67 anni che segnano l’età pensionabile di vecchiaia, può sfruttare il canale di vantaggio rappresentato da quota 100.

Vale lo stesso discorso per qualsiasi altra misura previdenziale. Opzione donna è un’altra misura perfettamente calzante quando si parla di cristallizzazione del diritto alla pensione. Per esempio, nonostante opzione donna scadrà alla fine del 2020 (ma è viva l’ipotesi di una estensione della misura al 31 dicembre 2021), chi ha già maturato i requisiti previsti potrà uscire anche nei prossimi anni.

Tra l’altro opzione donna è la misura che offre il maggiore scarto rispetto alla pensione di vecchiaia. Con il regime sperimentale donna, al posto dei 67 anni della pensione di vecchiaia, le lavoratrici possono uscire già a 58 anni se dipendenti, e a 59 anni se autonome.

Lasciando parte della pensione per via del ricalcolo contributivo e con 35 anni di contributi, tutte le lavoratrici che hanno completato 58 o 59 anni di età e 35 di contributi entro il 31 dicembre 2019 (in caso di proroga al 2021, anche chi completa il doppio requisito nel 2020), possono lasciare il lavoro anche negli anni successivi. E sempre a prescindere dalla data di presentazione della domanda di pensione.

Finestre mobili e cristallizzazione, cosa accade?

Una cosa che potrebbe lasciare dubbi quando parliamo di cristallizzazione del diritto alla pensione è l’istituto delle finestre mobili. Nessuno dimentica che quota 100 per esempio, prevede 3 mesi di finestra per la decorrenza della pensione se il richiedente e lavoratore del settore privato. Nel pubblico impiego invece finestra di 6 mesi. Per opzione donna invece, finestra di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti, e 18 mesi per le lavoratrici autonome. Cristallizzazione o meno, per le finestre cambia poco, dal momento che la decorrenza posticipata della pensione scatta dal momento della presentazione della domanda di pensione.