Crisi di Governo: la posizione di Salvini, Tajani e Meloni

Crisi di Governo: la posizione di Salvini, Tajani e Meloni

Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno un punto di vista chiaro della vicenda

Mercoledì 20 luglio si avvicina. Quello sarà il giorno in cui Mario Draghi si presenterà alle Camere. Fino ad allora sarà più chiaro come questa crisi di governo si evolverà. E mentre si cerca di capire quali saranno le intenzioni del Movimento 5 Stelle, nel frattempo emergono le posizioni del centrodestra che, qualora si andasse al voto, scenderebbe in campo unito.

Crisi di governo, Salvini si esprime con un video su Fb

«Non se ne può più – ha detto Salvini - del teatrino di Conte, Letta, Di Maio che mentre milioni di italiani hanno difficoltà e problemi veri, passano il tempo a litigare, a minacciare, a ricattare. Parlano di ius soli, di droga, di Ddl Zan non di tasse, di lavoro, di sicurezza e di lotta all’immigrazione clandestina».

E poi quasi un ultimatum. «Se volete – ha detto il leader della Lega - andare avanti per altre settimane, per altri mesi a begare e a litigare mentre milioni di italiani soffrono e hanno problemi veri, fatevi da parte. E conto che siano gli italiani presto a scegliere dei parlamentari seri, onesti, concreti e per bene». Parole che lasciano intendere come la Lega sarebbe eventualmente pronta al voto, qualora le cose precipitassero.

La crisi di governo vista da Forza Italia

Per proseguire, invece, Forza Italia punta ad un Draghi bis senza M5s. E il motivo lo ha spiegato Antonio Tajani in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera del 17 luglio. A suo avviso una nuova presenza grillina nell’esecutivo “significa cedere ai ricatti di chi ha bruciato in un colpo solo 18 miliardi degli italiani e affossato l’immagine dell’Italia in Europa e nel mondo”.

«Abbiamo - ha aggiunto - bisogno di serietà ed affidabilità. Basta con i dilettanti allo sbaraglio. Non è accettabile che Bruto, che ha tentato di assassinare Cesare e continua ad avere quell’obiettivo, resti al suo posto». Tajani ha specificato che l’eventuale tornata elettorale anticipata ci sarebbe solo «per colpa del M5s». Qualora avvenisse l’orientamento è chiaro. «Ci riuniremo - ha spiegato - come centrodestra e faremo un programma serio, senza partire dal tema della leadership, che non è quello che importa oggi agli italiani».

Crisi di governo e l’ipotesi senza M5s

Va detto che un governo senza M5s potrebbe non essere gradito al Pd vista l’eventuale valutazione di sbilanciamento verso il centrodestra del Governo considerata la presenza di Lega e Fi e l’assenza del M5s. Sarebbe, inoltre, da verificare se lo stesso Draghi sarebbe disposto ad andare avanti, venendo meno le larghe intese del governo d’unità nazionale. Sebbene siano in tanti che lo esortano a fare di tutto per proseguire per il bene del Paese.

Il post di Giorgia Meloni su Fb

Chi, invece, del governo Draghi non ne ha mai fatto parte è Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. «Basta – ha scritto sulla sua pagina Facebook - con l’accanimento terapeutico di questo Parlamento e con i governi che non raggiungono risultati. Sarebbe scandaloso mettere assieme il quarto governo di fila caduto dall’alto solo per far vivacchiare la legislatura. Una scelta di gravissima irresponsabilità.»