Crisanti su AstraZeneca: «Molto più probabile prendersi una trombosi per il Covid»

 Crisanti su AstraZeneca: «Molto più probabile prendersi una trombosi per il Covid»

Il professore di Microbiologia dell’Università di Padova è intervenuto ai microfoni della trasmissione Agorà

Attorno al vaccino AstraZeneca continuano ad esserci dibattiti legati alla sua sicurezza. Ogni notizia diventa fonte di allarmismo, spesso in maniera inopportuna e ingiustificata. È stato, ad esempio, il caso della sospensione della somministrazione del preparato per forze dell’ordine e militari.

Vaccino AstraZeneca, il chiarimento sulle forze armate

In una nota, pubblicata dall’Adnkronos in data 16 aprile, sono state specificate le motivazioni legate allo stop. La comunicazione, a firma del Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, consigliere del Ministro della Difesa è stato specificato che nessun vaccino sarà inoculato agli appartenenti alle forze armate «fino a nuova disposizione».

«Questo - si legge nella nota riportata - per dare prosieguo al piano vaccinale predisposto dal Commissario straordinario Figliuolo per l’emergenza Covid».

Lo stop alle vaccinazione con AstraZeneca nelle forze armate è dunque subordinata alla scelta di dare, in questo momento, priorità alle somministrazioni del preparato a chi ha tra i sessanta e gli ottant’anni.

Il dato di fatto è che fanno più notizia e suscitano clamore mediatico potenziali eventi negativi legati al vaccino, che circostanze che ne certificano l’efficacia. L’esempio dell’Inghilterra risulta, significativo.

Oltremanica un uso massivo di AstraZeneca ha permesso di riportare sotto controllo l’emergenza sanitaria e di limitare da centinaia e poche le morti quotidiane da Covid. Senza dimenticare che tutto ciò ha portato ad un ritorno ad una quotidianità vicina alla normalità nei giorni scorsi con tante riaperture.

AstraZeneca, Crisanti parla del rischio trombosi

Quando si parla di vaccini la voce più attendibile resta quella della scienza. Il professor Andrea Crisanti, professore di Microbiologia dell’Università di Padova, è tornato a chiarire alcuni punti legati ad AstraZeneca nel corso della trasmissione Rai Agorà. «Ribadisco - ha detto - che il vaccino AstraZeneca è un vaccino efficace e sicuro».

«Ci sono - ha proseguito - delle associazioni con delle complicazioni per delle classi di età. Abbiamo delle alternative e in quelle classi di età verranno date delle alternative».

«Più - ha proseguito - si hanno dati, più chiaramente cambia l’indicazione dell’uso del vaccino. È accaduto per tantissimi vaccini in passato e in ogni caso rimangono delle complicazioni rarissime».

E poi il punto che rende tutto più chiaro. «È - ha rivelato Crisanti - molto più probabile prendersi una trombosi per il Covid che per il vaccino, ma di diverse decine di migliaia di volte».

Nei giorni scorsi ha fatto notizia lo stop del preparato di Johnson & Johnson negli Stati Uniti. Interpellato sul perché gli enti regolatori lascino passare diversi giorni prima di pronunciarsi in maniera definitiva, Crisanti ha detto la sua.

«Con complicazioni così rare - ha evidenziato - nessun trial è in grado di intercettarle. Queste sono tutte cose che vengono verificate dopo. Per quanto riguarda l’analisi dei dati è meglio che ci si metta tutto il tempo possibile perché non è che i dati devono venire solo da un luogo o da un Paese, devono essere raggruppati, analizzati e verificati. C’è tutto un processo dietro».

Il messaggio che, perciò, dovrebbe passare è che ogni stop, ogni giorno di verifica è figlio della volontà di certificare oltremodo sicurezza ed efficacia dei preparati.