Covid, vaccino Pfizer 12-17 anni e miocarditi nei giovani: i chiarimenti del professor Giorgio Palù

Il virologo e presidente dell’Aifa ha parlato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera

Nella giungla di notizie riguardanti il vaccino contro il Covid è emersa la vicenda relativa al preparato Pfizer nella fascia di età tra 12 ed in 17 anni in Germania.

Vaccino Pfizer, cosa è accaduto in Germania

Gli organismi deputati a decidere hanno scelto, in terra teutonica, di non consigliare la somministrazione del preparato a mRna, l’unico autorizzato al di sotto dei sedici anni di età, agli adolescenti che non abbiano patologie che possano predisporre ad una grave sintomatologia del Covid. Il riferimento va a situazioni patologiche come obesità, diabete, problemi cardiaci e altre criticità paragonabili.

Vaccino Pfizer e miocarditi in Israele, attenzione a fermarsi ai titoli

La notizia fa il paio con quelle relativa all’insorgenza di miocarditi rilevate in Israele tra i più giovani in seguito alla somministrazione di vaccini a mRna. Sono entrambe situazioni che, se recepite magari solo attraverso i titoli o decontestualizzate, rischiano di dare vigore ad un allarmismo ingiustificato. Anche perchè molto spesso non si sottolinea né la rarità degli eventi avversi, né la loro eventuale risoluzione senza conseguenze.

Le opinioni degli esperti diventano il miglior strumento per valutare, di volta in volta, le novità che riguardano un tema come i vaccini a cui, senza le dovute competenze, è difficile (ma anche sbagliato) approcciarsi.

Le parole del presidente dell’Aifa Giorgio Palù

A contribuire a fare chiarezza sullo status delle cose possono essere le dichiarazioni rilasciate dal professor Giorgio Palù al Corriere della Sera (Edizione 13 giugno). A parlare, come è noto, è il virologo e presidente dell’Aifa (Associazione Italiana del Farmaco).

Riguardo a quanto accaduto in Germania, ha espresso un punto di vista in cui si evince che non debba essere interpretato come un nuovo campanello d’allarme. «Si tratta - ha spiegato - ancora del principio di massima cautela. Gli studi sperimentali in base ai quali il vaccino è stato autorizzato per queste età hanno riguardato un numero di ragazzi troppo esiguo, poco più di un migliaio, insufficienti per avere informazioni definitive. Si è preferito procedere per piccoli passi».

Vaccino Pfizer, miocarditi sempre risolte senza «serie conseguenze»

Tuttavia, ci sono paesi come Israele dove la natura dei problemi emersa nei giovani ha una bassissima frequenza e una rilevanza trascurabile a fronte di una vaccinazione effettuata in maniera massiva. Anche al confronto dei possibili effetti di un’infezione da Covid. Non a caso Palù, quando gli si chiede se se la sente di dire ai genitori di non aver paura, risponde in maniera netta.

«Certamente, le reazioni avverse - ha precisato - come le miocarditi registrate in Israele, che ha già vaccinato larga parte della popolazione, si sono verificate, in rarissimi casi, in giovani adulti maschi sopra i 16 anni e si sono tutte risolte senza serie conseguenze. Il SarsCoV-2 può causare questa patologia con frequenza superiore».

Il messaggio che, in questa fase, dovrebbe passare secondo Palù è che serve avere fiducia della scienza e volgere lo sguardo al futuro con ottimismo. Uno stato d’animo che può essere indotto da un’epidemia, i cui parametri registrano una tendenza in calo netto.