Covid, terza dose vaccino: il punto di vista di Massimo Galli

Covid, terza dose vaccino: il punto di vista di Massimo Galli

Il direttore delle Malattie Infettive del Sacco di Milano è intervenuto nel corso della trasmissione RAI Agorà

20 settembre. Giorno di somministrazione della terza dose per i più fragili. A chiarire diversi punti relativi al booster del vaccino, anche con riferimento alla possibile nuova inoculazione per tutti in futuro, è stato il professor Massimo Galli. Il direttore delle Malattie Infettive del Sacco di Milano è stato ospite della trasmissione Rai Agorà

Terza dose, il punto di vista del professor Massimo Galli

Avendo ben chiaro che, al momento, occorre far una netta distinzione tra chi è immunodepresso e ha una situazione di relativa normalità. «Nell’immediato - ha detto Massimo Galli - credo che nella stragrande maggioranza dei casi non ci sia necessità della terza dose per tutti».

«Ci sarebbe - ha proseguito - da capire di più, ma questo tocca ai medici se gli lasciano fare il loro mestiere, chi non ha risposto alle prime due o chi comunque ha situazioni tali per cui vale la pena tentare un booster ulteriore con una terza dose».

Terza dose per tutti con altra versione del vaccino? È una possibilità

Gli scenari in cui si dovrà operare con una nuova inoculazione sono una prospettiva verosimile, ma secondo Massimo Galli c’è da tenere conto della possibilità che potrebbe essere opportuno farla con una nuova versione dei preparati.

«Può darsi, anzi è molto probabile, che - ha evidenziato - si arrivi ad una dose ulteriore, forse non necessariamente con questo vaccino, cioè senza modificazioni per adeguamento al virus circolante. Questa è una questione su cui si dibatte parecchio».

Terza dose con un vaccino pensato per le varianti? Un’ipotesi sul tavolo

Da tempo si parla, ad esempio, del fatto che uno dei grandi vantaggi dei vaccini a mRna è la rapidità con cui possono essere modificati in maniera tale da essere tarati per eventuali nuove versioni del virus.

Un vantaggio che potrebbe tornare utile qualora si ritenesse che l’eventuale terza dose dovrebbe avere caratteristiche pensate sulla base delle mutazioni del virus. Una scelta che, ovviamente, apparterrà alla scienza.

«Ci sono molte posizioni - ha spiegato il professor Massimo Gallli - che dicono che va bene questo. Mi domando francamente se non sono posizioni che tendono ad una semplificazione che possono però essere assolutamente accettabili ed anche opportune in determinate situazioni. Resta da capire quanto effettivamente dura l’immunità sia dei guariti, conferita dall’infezione, sia dei vaccinati. È una domanda a cui non siamo riusciti a rispondere che vede una grossa variabilità individuale nel rispondere allo stimolo immunitario, per cui non siamo tutti uguali e che diventa cruciale anche per stabilire la durata del così detto Green Pass».