Covid: stop tamponi ai No Vax nelle strutture pubbliche in Veneto, Zaia spiega perché

Il governatore ha, inoltre, sottolineato come la scelta del Super Green Pass permetterà di evitare le chiusure

«C’è una scala di priorità che va rispettata». Sono le parole di Luca Zaia in relazione al fatto che in Veneto non si faranno più tamponi nelle strutture pubbliche a chi non è vaccinato.

Lo riporta La Stampa nella sua edizione del 3 dicembre in un’intervista in cui il governatore del Veneto spiega il suo punto di vista.

Lo stop riguarda i tamponi non diagnostici, non dunque quelli funzionali al tracciamento o per chi avesse sintomi. Chi, ad esempio, dovrà avere un test ai fini dell’ottenimento del Green Pass dovrà affidarsi ad altre soluzioni come, ad esempio, le farmacie o i centri di analisi.

Zaia: «Siamo arrivati quasi al collasso dei tamponi per uso diagnostico»

“Per noi - ha detto il presidente della Regione - il servizio al cittadino è inviolabile e non ci sono differenze di scelte vaccinali, però il problema è che ci sono le priorità e in questa fase con un’alta circolazione del virus siamo arrivati quasi al collasso dei tamponi per uso diagnostico”.

Zaia ha sottolineato come la sua regione sia tra quelle che fa più tamponi in Italia, ma con livelli di contagi attorno ai 3000, è necessario fare delle “scelte”.

“Per non parlare del fatto - ha aggiunto il governatore - che i tamponi ci servono anche per le scuole: abbiamo quasi 500 contagiati al giorno tra gli studenti e dobbiamo monitorarli”.

Zaia: «Penso che accompagnamento coatto alla vaccinazione non ci sarà mai»

Rispetto all’opportunità di stabilire l’obbligo vaccinale, Zaia ha manifestato le sue perplessità in relazione al rischio di «muro contro muro».

«Qualcuno - ha aggiunto - dovrebbe spiegarmi come si attuerebbe l’obbligo vaccinale: facciamo dei Tso a chi si rifiuta? In questo Paese dove non puoi nemmeno chiedere un documento di identità a una persona, mica puoi prendere uno con la forza e vaccinarlo! Penso che l’accompagnamento coatto alla vaccinazione non ci sarà mai».

Zaia: «80% in terapia intensiva non sono vaccinati»

Rispetto al Super Green Pass Zaia ha sottolineato come sia frutto della necessità di evitare le chiusure, evidenziando come la sua funzione è quella di impedirle, garantendo l’accesso a coloro i quali sono vaccinati o guariti.

Occorre, infatti, ricordare come il passaggio in zona gialla comporta un livello non troppo restrittivo di misure precauzionali contro il Covid, ma finendo in zona arancione si sarebbe dovuti tornare a limitazioni come la chiusura delle attività di ristorazione, teatri, cinema, a cui aggiungere le note limitazioni agli spostamenti.

Zaia ha, tra l’altro, messo in rilievo alcuni aspetti che segnalano l’efficacia del vaccino. Ha ricordato come un anno fa, a parità di contagiati (3000), «c’è - ha dichiarato - un quarto delle persone in ospedale».

«La cosa più strabiliante - ha aggiunto - è che l’80 per cento di quelli in terapia intensiva sono non vaccinati così come il 55 per cento degli ospedalizzati nei reparti normali. I non vaccinati però rappresentano solo il 14 per cento dell’intera popolazione in Veneto e quindi si capisce che tipo di incidenza, pesantissima, abbiano».