Covid, report ISS: leggero aumento dell’indice RT in Italia

L’Istituto Superiore di Sanità ha reso noto il report settimanale sulla situazione covid in Italia. Leggero aumento dell’indice RT

Lieve risalita dell’indice RT in Italia stando al monitoraggio covid reso noto oggi dall’Istituto Superiore di Sanità inerente alla scorsa settimana. Nel periodo 29 settembre - 12 ottobre l’indice RT è stato pari a 0,86 (range 0,82 - 0,90), in leggero aumento rispetto alla settimana precedente (0,85).

In leggero aumento anche il numero di casi ogni 100.000 abitanti ora a 34 rispetto ai 29 della scorsa settimana. Numeri che, bisogno dire, sono ancora al di sotto della soglia d’emergenza fissata a 50. Oltre quella cifra il controllo della trasmissione con il tracciamento non è più possibile.

In calo i numeri dei ricoverati

Numeri confortanti invece per quanto riguarda la situazione negli ospedali. Anche questa settimana sono in calo sia i ricoveri in terapia intensiva sia quelli nei reparti ordinari.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva scende al 3,9% dal 4,1% della settimana precedente, con una lieve diminuzione del numero di persone ricoverate da 370 (12 ottobre) a 355 (19 ottobre). L’occupazione in aree mediche cala ancora al 4,2% dal 4,6%. I ricoverati in queste aree diminuiscono da 2.665 (12 ottobre) a 2.423 (19 ottobre).

4 regioni classificate a rischio moderato

Quanto alla situazione nelle regioni questa settimana sono 4 quelle classificate a rischio moderato rispetto alle tre della settimana scorsa. Si tratta di Abruzzo, Campania, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte. Una sola Regione, la Campania, riporta un’allerta di resilienza.

L’incidenza è aumentata in 17 regioni. Quelle con numeri più preoccupanti sono Provincia autonoma di Bolzano (85,6), Friuli-Venezia Giulia (51,7) e Veneto (48,3). Questi numeri non destano preoccupazione al momento e con la campagna vaccinale che prosegue con prime e terze dosi, la speranza che l’emergenza stia per finire è alta.

Il cts pronto a farsi da parte

Ne è d’accordo anche Fabio Ciciliano, medico, uomo della Protezione civile e della Polizia di Stato, dal primo giorno componente del Comitato tecnico scientifico.

«Personalmente ritengo che nelle prossime settimane, che saranno le ultime, anche tenendo conto del continuo miglioramento degli indici epidemiologici, il Comitato tecnico scientifico dovrebbe avere un ultimo importante compito: accompagnare verso la normalità la gestione dell’epidemia da Sars-CoV-2» - ha detto annunciando di fatto la fine dei lavori per il comitato che ha saputo in questi mesi dare una grossa mano su come muoversi per cercare di contenere la pandemia.

L’esperto ha anche detto: «Il 31 dicembre scade lo Stato di emergenza. In base alle leggi vigenti può essere prorogato al massimo di un altro mese, visto che a quel punto verrebbe raggiunta la durata massima di 24 mesi prevista dalla normativa.»