Covid, per quanto tempo sono attendibili i tamponi? I chiarimenti del professor Rasi

Si era ipotizzata un’estensione delle validità ai fini del Green Pass per i tamponi antigenici, ma lo scienziato ha chiarito alcuni aspetti in un’intervista al Corriere della Sera

L’obbligo di green pass a partire dal 15 ottobre per i lavoratori del settore pubblico e privato ha riaperto la questione tamponi.

Un fronte che permette di tornare a fare chiarezza su attendibilità e validità dei test finalizzati a riscontrare la presenza di soggetti che hanno contratto il virus.

Green pass per 72 ore dopo tampone antigenico, perché ipotesi non convince la scienza

Il rischio è che la capacità nazionale di eseguire i tamponi possa essere insufficiente rispetto alla richiesta determinata da lavoratori non vaccinati e che ogni 48 ore dovrebbero eseguire un test.

Si è ipotizzato che, per venire incontro all’aumento della richiesta per ottenere la certificazione verde, si potesse portare la validità del test antigenico per avere il pass a 72 ore.

La prospettiva, però, di allargare la forbice tra l’esecuzione di un tampone, l’ottenimento di un esito negativo e la validità di un green pass non ha ricevuto il favore della scienza.

Le Faq del governo segnalano che, per ottenere il green pass senza essere vaccinati, è necessario "essere risultati negativi a un tampone molecolare nelle ultime 72 ore o antigenico rapido nelle 48 ore precedenti".

Quali sono i principi che regolano la contagiosità di una persona infetta

In un’intervista al Corriere della Sera del 15 ottobre il professor Guido Rasi, ex direttore dell’Ema e consulente del commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, ha spiegato i principi che regolano la valutazione e contagiosità.

«Il Sars-CoV-2 - ha chiarito - ha i suoi tempi. Se io mi contagio, ad un certo punto scatta la replicazione virale. Una singola particella ne può produrre fino a 100.000 in 5 ore. Questo significa che una persona negativa all’inizio della giornata può a metà giornata non esserlo più».

Green pass e tampone, 48 ore è il tempo «ritenuto ragionevole»

La domanda rivolta a Rasi sui tamponi si è fatta più diretta rispetto alla possibilità che la reale negatività di una persona «tamponata» può essere attestata per non più di 5-8 ore.

«Proprio così. Il tampone - ha ammesso Rasi - può essere utile per gestire lo svolgimento di un grande evento tenendo conto che dopo questa breve fase di incubazione un individuo può iniziare ad essere infettivo»

La validità di 48 ore, come specificato da Rasi, risulta però essere un "tempo ragionevole” sulla base del fatto che le evidenze hanno portato a ritenere chi è risultato negativo al test ha infettato poco nei successivi due giorni.

"Almeno - ha aggiunto Rasi - questi erano i dati raccolti prima che si affacciasse la variante Delta".

Insomma, stando alle parole e alle notazioni del professor Rasi, estendere la validità dei tamponi antigenici ai fini del green pass da 48 a 72 ore sarebbe un rischio aggiuntivo, sulla base del fatto che ci sono situazioni in cui persone risultate negative al test la mattina abbiano finito per essere positive la sera.