Covid, per gli uomini rischio quasi triplo di terapia intensiva: lo studio

Covid, per gli uomini rischio quasi triplo di terapia intensiva: lo studio

Secondo uno studio, il Covid-19 è più rischioso per gli uomini

Un’analisi globale indica che il pericolo di finire in terapia intensiva è quasi il triplo per gli uomini rispetto alle donne. È più elevato anche il rischio di decesso.

Lo studio è stato reso noto dalla rivista Nature Communications ed è stato condotto da Kate Webb della University of Cape Town. Secondo gli esperti, i maschi hanno un rischio di morte del 39% maggiore per Covid-19.

I fattori di rischio per gli uomini

Sono stati rilevati vari fattori di rischio, da una differente risposta immunitaria nei due sessi ad altri fattori biologici, ad esempio quelli ormonali. Questo lo ha suggerito un lavoro condotto da Graziano Pinna della University of Illinois a Chicago. Secondo il professore, gli ormoni sessuali femminili che sono gli estrogeni e il progesterone, proteggono le donne in età fertile. In questo modo si evita che l’infezione si manifesti in maniera grave.

Una precedente analisi ha rivelato che un altro fattore di rischio che può sviluppare un quadro clinico più grave della malattia è il tabagismo e gli uomini hanno una maggiore tendenza al fumo. Come ormai sappiamo, il Coronavirus provoca una grave infiammazione dell’apparato respiratorio e chi fuma è già portatore di uno stato infiammatorio cronico polmonare che è alla base di varie malattie polmonari. Due di queste sono la broncopneumopatia cronica ostruttiva e il cancro. Infatti precedentemente, gli esperti hanno rilevato che i fumatori hanno avuto bisogno di terapie intensive molto di più dei non fumatori.

Per il nuovo studio sono stati esaminati ben 3’111’714 casi di Covid di entrambi i sessi. È stato dimostrato che gli uomini e le donne si ammalano nello stesso modo ma ad avere la peggio sono i maschi. Infatti, rischiano quasi tre volte di finire in terapia intensiva ed hanno un rischio di morte maggiore del 39%. Vista l’ampia casistica, gli esperti sono convinti che i dati raccolti hanno importanti implicazioni per la gestione clinica del Covid-19 e per mettere in atto strategie di contenimento. Leggi anche: Covid, la terza ondata potrebbe essere la peggiore: ecco perchè