Covid, per Speranza venerdì senza ordinanze: «Continuo a chiedere massima attenzione»

Covid, per Speranza venerdì senza ordinanze: «Continuo a chiedere massima attenzione»

Il ministro della Salute ha da un lato sottolineato la bontà dei dati, dall’altra la necessità di rispettare i principi di gradualità

«Oggi è il primo venerdì, dall’autunno scorso, in cui non sarò chiamato a firmare ordinanze». Lo ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza, nel corso del suo intervento all’incontro ’Ripartiamo, Giornata nazionale per la salute e il benessere nelle città’, che si sta tenendo a Roma.

Covid, venerdì è stato a lungo il giorno delle ordinanze di Speranza

Sono stati mesi particolarmente lunghi quelli appena trascorsi e caratterizzate dall’attesa di conoscere quelli che erano i dati del monitoraggio della situazione epidemiologica, da cui sarebbero poi scaturite le conseguenti ordinanze. Ogni venerdì ciascuna regione confidava di non veder virare il proprio colore verso il rosso o l’arancione.

Sembra un periodo molto lontano, ma la realtà dei fatti dice che solo lo scorso 28 giugno tutta Italia è entrata in zona bianca. Uno status che si acquisisce nel momento in cui un territorio fa segnare meno di 50 casi settimanali per 100.000 abitanti per tre settimane consecutive. L’obiettivo è, ovviamente, consolidare i dati epidemiologici e raggiungere un livello che viene considerato quello minimo affinché si possa mettere in atto un’efficace opera di tracciamento.

Speranza ricorda l’importanza della gradualità

«Non sono - ha spiegato Speranza - intercorse ragioni per una modifica dello status quo. E quindi, per la prima volta da ottobre, non avrò la necessità di firmare ordinanze. Questa è una notizia positiva quindi è una bella giornata per tutti noi».

Il fatto che non ci siano nuove ordinanze non è sinonimo del fatto che il venerdì non sia rimasto il giorno dell’analisi dei dati del monitoraggio. Speranza ha, infatti, sottolineato come i numeri in questione raccontino di uno scenario che resta incoraggiante.

Il ministro ha evidenziato come questa sia «la fotografia di un Paese che presenta oggettivamente un quadro epidemiologico migliorato». «Questa - ha puntualizzato - è la conseguenza prioritaria della campagna di vaccinazione, anche delle misure che abbiamo tenuto».

Consapevolezza che la situazione sia ormai migliorata non deve, però, essere motivo di abbassamento della guardia. Non a caso il Ministro Speranza ha continuato a chiedere «massima attenzione e massima prudenza» oltre che «grande gradualità».

«Sarebbe - ha spiegato - un errore gravissimo immaginare che abbiamo vinto definitivamente questa battaglia».

Situazione Covid in Italia, dati ancora in miglioramento

Oggi come è noto l’Italia, così come altri paesi europei, è sospesa tra due stati d’animo. Il sospiro di sollievo per effetto di un Rt, che secondo il monitoraggio del 21-27 giugno, è 0,63. Un dato che segna un ulteriore miglioramento rispetto all’ultima rilevazione (0,69). Oggi c’è un’incidenza nazionale di 9 casi per 100.000 abitanti, a fronte dei 12 per 100.000 abitanti della settimana precedente.

Covid, variante Delta da affrontare con i vaccini

L’altra sensazione è quella di timore rispetto alla possibile diffusione della variante Delta che, per effetto della sua elevata capacità diffusiva, potrebbe regalare una situazione di innalzamento contagi paragonabile a quella in atto in Inghilterra.

Il completamento del ciclo vaccinale per quante più persone, al di là di quelli che potranno essere i dati relativi alle infezioni, resta l’arma più efficace per offrire una copertura decisiva alla popolazione. Con due dosi la variante in questione, secondo i dati, può essere tenuta sotto controllo.