Covid, nuove restrizioni? Il punto di Sileri su ciò che potrebbe accadere

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri è intervenuto nel corso di Non Stop News su Rtl 102.5

Il 23 dicembre è la data in cui è fissata la cabina di regia che deciderà il modo in cui sarà affrontata la situazione Covid in Italia. Si proseguirà con le stesse misure in vigore attualmente? Ci sarà una stretta con un uso più ampio dei tamponi per accedere a determinati contesti? Sono domande che nascono sulla base di quelle che sono le ipotesi emerse su possibili nuove disposizioni.

Tuttavia, al momento l’unico dato certo è che nulla è stato deciso. Lo ha anticipato il presidente del Consiglio Mario Draghi, sottolineando come oggi sia fondamentale corree con le terze dosi e che le decisioni subordinate saranno prese in base alle valutazioni dei dati.

In attesa che, tra mercoledì e giovedì, possano arrivare le decisioni, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha offerto un quadro rispetto a quelli che potrebbero essere le direzioni che saranno prese. Ne ha parlato in un’intervista rilasciata nella mattinata del 21 dicembre a Non Stop News, trasmissione di Rtl 102.5.

Variante Omicron, le parole di Sileri a Rtl 102.5

L’Italia, come è noto, non ha mai abbassato la guardia verso il Covid. Rispetto ad altri paesi ha mantenuto obblighi come la mascherina al chiuso, ha istituito il Green Pass rafforzato e base. Misure che continueranno ad essere messe in atto anche contro la Omicron. «Sono - ha detto Sileri - abbastanza tranquillo, dico la verità. Abbiamo messo in atto una strategia progressiva. In questo momento siamo aperti».

«Se servirà - ha aggiunto il sottosegretario - qualche misura in più, vedi l’utilizzo dei tamponi, è molto meglio che una chiusura». Ma c’è un altro passaggio significativo dell’intervento di Pierpaolo Sileri. «Se i dati dovessero rimanere questi - ha dichiarato - non ci sarà bisogno di alcuna modifica».

Stando a quanto si è potuto evincere dalle parole del sottosegretario, le cose cambierebbero, ovviamente, se si dovesse assistere ad un considerevole aumento dei contagi e ad una situazione in evoluzione negativa per ciò che concerne la situazione dei ricoveri ordinari ed in terapia intensiva.

Variante Omicron diventata prevalente negli Stati Uniti

Si tratta verosimilmente quegli stessi dati menzionati da Draghi e che diventeranno la chiave per individuare le strategie da mettere in campo nel futuro. Soprattutto con l’eventuale entrata in campo della variante Omicron, per la quale si attende di capire se saranno confermate le ipotesi che parlano di un virus più contagioso e forse meno letale.

Circostanze che dovranno, ovviamente, essere confermate dalla scienza, mentre dagli Stati Uniti è arrivata la notizia che il nuovo ceppo virale è diventato prevalente, superando di gran lunga la Beta nelle rilevazioni effettuate con il sequenziamento dei genomi virali. L’Italia aspetta mercoledì o giovedì per sapere novità significative su eventuali cambiamenti della strategia di contenimento.