Covid, nuova variante dal Sud Africa: cosa si sa e perché preoccupa

Nuova variante scoperta in Sudafrica che mette in allarme l’efficacia del vaccino, ma ci sono tanti punti da chiarire in un senso o in un altro.

Alla nuova variante Covid scoperta in Sudafrica è stata assegnata la sigla B.1.1.529. Sin dalla mattina del 26 novembre la sua scoperta ha suscitato grande clamore mediatico rispetto ai rischi che una sua diffusione potrebbe determinare.

Nuova variante Covid: la preoccupazione nasce dall’incertezza

I laboratori sudafricani stanno segnalando una sua rapida crescita nel numero complessivo dei sequenziamenti. Ciò che al momento è emerso è che avrebbe 32 mutazioni sulla così detta proteina Spike.

Questo fronte può rappresentare una potenziale fonte d’allarme, poiché quella è la parte del genoma del virus su cui sono basati buona parte dei vaccini utilizzati contro il virus.

Alcune mutazioni, in particolare, rappresentano un fattore nuovo, a differenza di altre che sono note. Le incognite potrebbero eventualmente essere rappresentate da ciò che potrebbe derivare dalla combinazione. Attenzione, incertezza non significa necessariamente che il futuro debba essere disegnato come nebuloso.

Nuova variante Covid: si sa ancora poco

Dal punto di vista scientifico emerge la necessità di vederci chiaro. Una valutazione della situazione sarà fatta da una riunione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che sarà anche l’occasione per dare un nome convenzionale al nuovo ceppo del virus. Dovrebbe trattarsi di una lettera greca, come già avvenuto con le versioni precedenti.

Nuova variante, le parole del professor Galli

Il Sudafrica ha una percentuale di vaccinati del 24%. Gli scienziati avevano già sottolineato il rischio che dove il vaccino avrebbe faticato ad arrivare si sarebbero potute più facilmente generare nuove varianti. «Tanto tuonò che piovve» - ha dichiarato il professor Massimo Galli all’Agi.

L’infettivologo, oltre a sottolineare che «questa malattia la si sconfigge globalmente e non nel singolo paese», ha segnalato altri due punti che servono a definire l’immediato futuro.

«Questa variazione - si è interrogato - bucherà il vaccino e riuscirà in più a diffondersi meglio della variante Delta?». «Se così non fosse - ha aggiunto - resta un pericolo, ma meno impattante».

Parole che lasciano intendere come la complessità delle mutazione e le loro conseguenze sono ancora da valutare, passaggio per il quale serviranno ciò che Galli ha definito «dati solidi».

«Quando le mutazioni sono molto numerose - ha aggiunto - spesso la capacità diffusiva è inferiore». Parole quelle delle scienziato che lasciano intendere come sarebbe auspicabile che la variante Delta continui ad essere prevalente, considerata l’ormai assodata capacità dei vaccini di far valere i propri effetti su di essa, in attesa di valutare quelli sulla nuova mutazione.

Nuova variante Covid, anche l’Italia prova a difendersi

Su quanto accaduto diversi paesi hanno messo subito in campo strategie di protezione. «Ho firmato - ha scritto il ministro della Salute Roberto Speranza su Twitter - una nuova ordinanza che vieta l’ingresso in Italia a chi negli ultimi 14 giorni è stato in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini. I nostri scienziati sono al lavoro per studiare la variante B.1.1.529. Nel frattempo massima precauzione».