Covid: la «luce in fondo al tunnel», la questione Africa e la responsabilità individuale. Le parole del professor Mantovani

Covid: la «luce in fondo al tunnel», la questione Africa e la responsabilità individuale. Le parole del professor Mantovani

Il professor Alberto Mantovani immunologo e direttore scientifico dell’Irccs Istituto clinicoì Humanitas ha parlato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera

Non è ancora il tempo di dichiarare la fine della pandemia e questo momento potrebbe non essere poi così vicino. È, però, per fortuna di stretta attualità il fatto che l’azione del vaccino ha reso il Covid-19 un mostro da affrontare senza più avere le “mani nude”. E gli effetti si vedono: gli ospedali non si riempiono e la situazione di convivenza con il virus è oggi assai meno drammatica delle fasi più difficili affrontate nell’ultimo anno e mezzo.

Covid, quale futuro? Parla il professor Mantovani

Quale sarà, però, il futuro? A disegnare le prospettive, in un’intervista al Corriere della Sera dell’11 ottobre, è stato il professor Alberto Mantovani. A parlare è un immunologo di fama internazionale, nonché direttore scientifico dell’Ircss dell’Humanitas e presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca.

Oggi gli scenari, in base alla visione scientifica espressa, vanno visti analizzando più punti. Uno di questi regala un fronte di ottimismo abbastanza chiaro. «Vediamo chiaramente - ha detto - la luce in fondo al tunnel, ma con la pandemia dovremo convivere ancora a lungo».

Vaccino efficace contro il Covid, ma resta il problema Africa e dei paesi poveri

Se infatti è vero che in Italia l’80% dei cittadini vaccinabili ha scelto di vaccinarsi, l’altra parte della medaglia dice che in Africa solo 4 persone su 100 sono vaccinate.

Il dato è stato fornito dallo stesso Mantovani cha ha lasciato intendere come non basti far arrivare le dosi nei paesi a basso reddito, poiché la somministrazione resta subordinata alla presenza di strutture e professionalità in grado di farla. «Ci sono - ha spiegato - casi di vaccini rimasti inutilizzati e scaduti».

Varianti possono proliferare dove la vaccinazione non si diffonde abbastanza

Chiarita la necessità dei paesi più poveri di ricevere un supporto che vada al di là della fornitura, lo scienziato ha lasciato intendere che dietro uno sforzo nel supporto non ci sarebbe solo altruismo.

«Per sentirci davvero tranquilli anche sulla nascita di nuove varianti del coronavirus - ha chiarito Mantovani - serve mettere in sicurezza quelle aree in cui le vaccinazioni procedono con una lentezza inaccettabile. Per esempio la variante Mu si sta diffondendo in Perù, dove il 32% della popolazione è vaccinato con due dosi».

Covid, in Italia non bisogna abbassare la guardia

In relazione alla sola situazione italiana Mantovani ha spiegato come l’obiettivo deve essere «vaccinare tutta la popolazione, inclusi i guariti dai 12 anni in su, individuare i positivi con l’attività di testing e tracciare i contatti».

Parole a cui si accompagna la dichiarata necessità di continuare a mantenere atteggiamenti prudenti, a partire dall’indossare la mascherina nei luoghi chiusi. «Il senso di responsabilità individuale - ha spiegato Mantovani - in questa fase è ancora decisivo».