Covid, l’allarme di Ricciardi: «A gennaio 100mila casi al giorno, ma nessun lockdown totale»

Covid, l'allarme di Ricciardi: «A gennaio 100mila casi al giorno, ma nessun lockdown totale»

Il consulente del Ministro Speranza ha parlato in un’intervista a Il Messaggero

La fase di picco della nuova ondata di covid in Italia dominata dalla variante Omicron non è ancora arrivata, anzi a Gennaio potrebbe toccare i 100 mila nuovi casi giornalieri. Ad esserne certo il professore Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute Roberto Speranza.

«L’impennata dei casi è impetuosa ma grazie al vaccino preme poco sulla rete ospedaliera rispetto al passato. A gennaio andremo oltre i 100 mila contagi al giorno» - ha detto a Il Messaggero.

Ricciardi non crede ad un nuovo lockdown totale

Ma sull’ipotesi di un nuovo lockdown totale, Ricciardi ritiene che non arriverà questo momento: «Non credo tornerà il lockdown totale però: le regioni diventeranno arancioni e rosse, con le limitazioni che conosciamo. Ci saranno restrizioni solo per i No vax, perché a pesare sui sistemi sanitari saranno loro» - le sue parole.

Quanto alle chiusure delle scuole anche oltre le classiche festività natalizie per far abbassare i casi, il medico si è detto contrario: «Il governo non vuole farlo. Si punterà a un salto di qualità nella gestione delle classi. Oltre a testare e tracciare gli studenti in caso di contatto, per cui ora è in campo il commissario Figliuolo, va migliorata la gestione dell’ambiente. Assieme a mascherine e distanze serve un monitoraggio costante dell’aria con indicatori dell’anidride carbonica che permettano un corretto ricambio d’aria. Se apri le finestre nel momento sbagliato non serve a nulla, se lo fai sempre fai ammalare i ragazzi».

Il pronostico sulla fine della pandemia

Infine, un pronostico sulla fine della pandemia: «Dipende cosa intendiamo: se intendiamo eradicarlo no. Finora ci siamo riusciti solo una volta, con il vaiolo. E in parte con la poliomelite, che persiste solo in Nigeria e Afghanistan. Con gli altri virus bisogna convivere. Ciò però non vuol dire abituarsi a 100 morti al giorno o 50 mila casi, ma a normalizzare precauzione e vaccini».

Intanto dal prossimo 10 gennaio si partirà con la terza dose dopo 4 mesi dalla conclusione del ciclo vaccinale. A svelarlo il generale Figliuolo che si auspica come l’arrivo del nuovo vaccino Novavax possa convincere chi ancora non ha fatto la prima dose.

«È un vaccino di tipo tradizionale. Mi auguro che contribuirà a convincere chi è ancora esitante. Con esso «avremo un’arma in più contro il Covid-19 che consentirà alla campagna vaccinale di andare più spedita» - ha detto.