Covid: kiwi positivo al tampone. Gli esperti: «Fake news, Abbiamo toccato il punto più basso, sbagliato dargli spazio»

Covid: kiwi positivo al tampone. Gli esperti: «Fake news, Abbiamo toccato il punto più basso, sbagliato dargli spazio»

Un esperimento che, senza evidenze scientifiche, potrebbe generare confusione viene messo nel mirino degli scienziati che contestano la scelta di dare spazio ad un messaggio fuoriviante.

«Il tampone al kiwi è una follia, una fake news che promossa da un medico butta discredito sulla categoria e io mi dissocio completamente». Sono le parole rese all’Adnkronos Salute da Matteo Bassetti, dopo essere stato in prima linea nel corso della trasmissione Non è L’arena, contro un test approssimativo che rischia di mandare in confusione un’opinione pubblica già provata da mesi di pandemia. Una condanna unanime quella della comunità scientifica che ha fatto segnare l’intervento di diversi esperti che hanno contestato persino lo spazio dato ad un esperimento estemporaneo e fuorviante.

Tampone positivo al kiwi: cosa è accaduto

Ad alimentare il dibattito è stata la puntata di Non è l’arena, in onda su La7 domenica 31 gennaio. Nel corso del programma condotto di Massimo Giletti si è, infatti, parlato delle questione vaccino e Covid. La trasmissione è stata oggetto di uno scontro molto duro tra il medico Mariano Amici e l’infettivologo Matteo Bassetti.

Il primo, pur tenendo a manifestare il suo «non essere affatto no vax», ha espresso delle riserve sul vaccino contro il Covid andando contro le evidenze degli scienziati che invece ne hanno certificato l’affidabilità ed efficacia con tutti i passaggi necessari all’approvazione. A difendere il pensiero della comunità scientifica c’era Matteo Bassetti che si è scontrato duramente con l’interlocutore.

Tamponi per kiwi e frutta: il botta e risposta tra Bassetti e il medico

Ma c’è stato un altro passaggio della trasmissione che ha generato reazioni abbastanza dure da parte di medici e scienziati. Quello in cui è stato mandato in onda un servizio in cui, qualche settimana fa, il medico ospite di Non è l’Arena aveva scelto di fare i tamponi ai frutti. «Siamo qui per effettuare un esperimento - si sente dalla viva voce del diretto interessato nel contributo mandato in onda - sull’inattendibilità dei tamponi. Testeremo il tampone su materiali che non hanno a che vedere con il materiale umano».

Le immagini a quel punto testimoniano il fatto che l’equipe apparsa in video si sia trovata a fare il tampone rapido a diversi tipi di frutta, tra cui un kiwi risultato positivo. Il frutto diventerà il simbolo dell’esperimento che su 10 tamponi fatti a banane, arance e altri elementi simili si sarebbero avuti 4 positivi certi e 3 incerti.

Covid, la dura replica di Bassetti nel corso di Non è l’arena

«Io - ha replicato subito l’infettivologo - spero solo che i tamponi in un momento così difficile per il nostro Paese in cui la gente ha ancora difficoltà a fare i tamponi, che queste persone si mettano a fare i tamponi ai kiwi è veramente vergognoso. Spero e mi augurano che non siano fatti con i tamponi che gli ha fornito la Asl. Sennò è da denuncia alla Procura della Repubblica». Una volta appurato che i test erano stati acquistati, Bassetti ha commentato amaramente: «Meno male, investa meglio i suoi soldi».

Kiwi positivo al tampone, le posizione dure di Ricciardi e Galli

«Abbiamo - ha aggiunto - toccato il punto più basso. Io mi auguro vivamente che dopo le affermazioni che ha fatto questo signore in televisione stasera (domenica ndr) e giovedì scorso si prendano dei provvedimenti. Se non li prendiamo non siamo in grado di tutelare tutta la categoria dei medici che seriamente fanno la medicina dell’evidenza, credono nella scienza. Questa è anti-scienza, questo fra stregoneria».

Duro anche Walter Ricciardi che il giorno dopo ha sottolineato che «queste cose vanno ignorate». «Non bisogna - ha detto sempre all’Adnkronos Salute - dare il palcoscenico, in particolare se si ha largo seguito, a persone che non hanno nessuna cognizione scientifica».

Il consigliere del Ministro Speranza ha liquidato il fatto come «cretinata». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Massimo Galli, infettivologo del Sacco di Milano, che ha sottolineato come «dare spazio a posizioni di questo tipo equivale a generare il rischio che qualche sprovveduto possa metterlo sullo stesso piano delle cose serie». Per avvalorare il concetto ha sottolineato come in Italia non manchino le persone che si rivolgono a sedicenti maghi, finiscano per cercare supporto in cose soprannaturali e magari potrebbero finire per credere all’evidenza di circostanze poco scientifiche.

Leggi anche: Covid, Burioni: «Il vaccino AstraZeneca non protegge dall’infezione asintomatica»