Covid: in Italia il 91,6% dei contagi sono causati dalla variante inglese

Covid: in Italia il 91,6% dei contagi sono causati dalla variante inglese

L’ultima indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità ha reso noto che la maggior parte dei contagi sono di variante inglese di Covid. Preoccupano anche le altre varianti che richiedono di essere monitorate.

La nuova indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute hanno dimostrato che i contagi in Italia sono per la maggior parte dovuti alla variante inglese del Coronavirus. Secondo questo studio infatti la variante inglese è pari al 91,6% dei contagi totali. La variante brasiliana invece riguarda il 4,5% dei contagi. Questa indagine si basa sui dati rilevati fino al 15 aprile 2021.

Variante inglese predominante in Italia

L’Iss ha spiegato che l’indagine «integra le attività di monitoraggio di routine, e non contiene quindi tutti i casi di varianti rilevate ma solo quelle relative alla giornata presa in considerazione». Per riuscire ad ottenere i dati si è chiesto ai laboratori delle singole Regioni e delle Provincie autonome di selezionare dei campioni di soggetti positivi al Covid e di comprendere quale tipo di variante di virus fossero.

I campioni selezionati sono stati scelti casualmente possibilmente optando per quelli delle diverse fasce di età. In totale le sequenziazioni di genomi sono stati eseguiti da 113 diversi laboratori presenti in tutta Italia.

In Italia la campagna vaccinale sta proseguendo a ritmi sempre più rapidi, ma nonostante questo «non ha ancora raggiunto coperture sufficienti, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante se non vengono adottate misure di mitigazione adeguate».

Dalla ricerca è emerso che la variante inglese (lineage B.1.1.7) è quella che predomina, ma è necessario fare attenzione anche alle altre varianti del Covid. La mutazione isolata per la prima volta in Inghilterra infatti sta predominando, ma una grande attenzione «va riservata alla variante P.1, brasiliana, la cui prevalenza è rimasta pressoché invariata rispetto alle precedenti indagini».

Stando ai dati del 15 aprile 2021, in Italia le altre varianti rappresentano solo lo 0,5% del totale. La variante indiana che sta preoccupando il mondo intero (lineage B.1.617.2) era ancora poco diffusa. Stando a quanto riferito dalla ricerca infatti in Italia due settimane fa c’era solo un caso di questo tipo di mutazione. In Italia sono stati anche riscontrati 11 casi di variante nigeriana (B.1.525).

Necessario fare attenzione alle varianti del Covid

Nonostante in Italia le varianti diverse da quella inglese siano ancora poco diffuse, è necessario continuare a prestare la massima attenzione allo scopo di prevenirne la diffusione. All’interno dell’indagine infatti si legge che «è necessario continuare a monitorizzare con grande attenzione, in coerenza con le raccomandazioni nazionali ed internazionali e con le indicazioni ministeriali,la circolazione delle varianti del virus SARS-CoV-2».

Le varianti del virus infatti risultano essere particolarmente contagiose e di conseguenza per evitare un nuovo incremento dei casi è bene cercare di limitarne la diffusione nella penisola. L’Istituto Superiore della Sanità e il Ministero della Salute italiano si sono quindi posti l’obiettivo di incrementare il monitoraggio delle varianti in modo tale da tracciarle in maniera sistemica.