Covid in Italia, dove sono le varianti? Dati e diffusione

Covid in Italia con tutte le sue varianti, ma dove sono e quanto sono diffuse attualmente?

Covid in Italia, ci sono già le varianti? Esistono dei dati ufficiali e non ufficiali che danno una panoramica su quelle che sono le varie diffusioni nel nostro Paese. Ma come riconoscerle e dove sono collocate precisamente?

Variani Coronavirus in Italia

Il Corriere della Sera si concentra con un suo articolo informativo su quelle che sono le varianti del virus e la diffusione nel nostro Paese. Nonostante l’attenzione sia nei vaccini e sia nella distribuzione con un nuovo piano di somministrazione, le varianti possono portare a dei cambiamenti radicali e nuove zone in lockdown.

Secondo quanto riportato dal quotidiano non è ancora possibile avere una mappa completa in merito alla diffusione delle varianti, anche se presto sarà pronta dopo la nascita del Consorzio italiano per la enotipizzazione e fenotipizzazione della Sars coV 2.

Il coordinamento è dell’Istituto Superiore della Sanità con patrocinio da parte della Società Italiana Virologia. Non manca una parte diramata da parte del Ministero della Salute con una circolare che da annuncio di diffusione - in tutto il mondo e non solo in Italia - delle varianti da Coronavirus.

Questo predispone quindi nuove misure di controllo e restrizioni al fine di contrastare quanto sopra evidenziato.

I dati sono ufficiali?

La GISAID è la piattaforma internazionale accreditata che si occupa di inserire tutti i dati delle sequenze genomiche del coronavirus e proprio loro hanno il compito di monitorare la presenza di tutte le varianti che ad oggi sono state registrate in Italia.

La variante inglese, secondo quanto riportato, sembra essere la più diffusa al momento con 143 casi mentre per ora la Brasiliana è presente con un solo caso in Friuli, la sudafricana con 1 caso a Varese,

Naturalmente è bene evidenziare che questi dati vengono comunicati in forma volontaria da parte dei laboratori, per questo motivo il conteggio potrebbe non essere preciso. Questo consorzio ha lanciato tutti i dati del coordinamento in suo possesso a fine gennaio e per questo verranno consegnati alla ISS che si preoccuperà di preparare una mappa per avere un quadro completo e concreto della situazione.

Sino adesso infatti i numeri che sono emersi non danno un quadro preciso della situazione in Italia considerando che siano stati rilevati da pochissimo. La Gran Bretagna vista la sua potente variante ha investito 20 milioni di Euro per creare il consorzio di mappatura e avere tutti i dati a portata di mano.

L’accesso di questi in tutta Europa e nel mondo permette di avere un controllo incrociato così da valutare le misure da prendere. Ci sono quindi delle linee guida da seguire che riguardano prettamente il fatto di dare priorità ai soggetti che presentano sintomi delle varianti da Covid o contatti ad alto rischio con 48 ore dal contagio. È quindi inevitabile evidenziare che le varianti ci sono e si stanno diffondendo, ma che sia anche necessario avere tutti i dati prima di agire in maniera concreta. Leggi anche: Coronavirus, per l’Ecdc due regioni italiane sono di colore rosso scuro