Covid, il virologo Perno: «Se weekend diventa liberi tutti la paghermeo cara»

In un’intervista a La Stampa il virologo Carlo Perno ha spiegato quanto, in questa fase, comportamenti e vaccinazione saranno determinanti.

Dal 27 aprile l’Italia è per buona parte in zona gialla. Una scelta che non ha trovato opinioni unanimi. Ci sono stati molti scienziati che hanno manifestato perplessità rispetto al «rischio ragionato» che il governo presieduto da Mario Draghi ha scelto di correre. E quando alle porte c’è il weekend torna attuale il rischio che l’allentamento delle restrizioni possa determinare un’inconscia percezione di poter dimenticare il virus e i rischi che si corrono.

Covid in Italia, arriva una fase cruciale

Questa può essere considerata una fase cruciale. Da un lato c’è la vaccinazione che progredisce, dall’altra una temperatura destinata ad alzarsi con permanenze in spazi chiusi sempre più limitate allo stretto necessario. Alleati fondamentali nella battaglia contro il virus. Ma diventa cruciale che i cittadini si comportino in un modo che rispetta le norme individuali anti-contagio.

Evitare gli assembramenti, mantenere sempre il distanziamento sociale, indossare sempre la mascherina e igienizzare spesso le mani sono i principali accorgimenti anche per vivere nella maniera opportuna i nuovi margini di manovra consentiti dal nuovo decreto.

Con le riaperture diventano ancora più decisivi comportamenti

Il virologo Carlo Perno, primario di Microbiologi al Bambino Gesù di Roma, ha rilasciato un’intervista a La Stampa in cui chiarisce quella che è la situazione attuale, sottolineando quanto i comportamenti individuali potranno fare la differenza.

«Le infezioni - ha chiarito - sono in diminuzione, le vaccinazioni crescono e il virus piano piano viene stretto in una morsa, ma perché finisca così non ci possono essere problemi di dosi e le persone devono comportarsi responsabilmente».

«Se il weekend - ha incalzato - diventa un liberi tutti, si calano le mascherine, diminuiscono le distanze e si incontrano gli amici che non si vedevano da mesi la pagheremo cara».

Torna, dunque, attuale una delle caratteristiche più subdole del Covid, cioè che ogni contatto interumano diventa un rischio.

La vaccinazione avrà un ruolo determinante

L’azione della vaccinazione nel tempo dovrebbe contribuire a mettere in sicurezza le fasce della popolazione più a rischio: anziani e soggetti fragili. Questo potrebbe diventare la base per definire lo scenario in cui si potrebbe avere una situazione epidemiologica diversa.

«Se va bene - ha precisato Perno - avremo contagiati più giovani, con una riduzione graduale di ricoveri e morti. Ricordiamoci che in Inghilterra sono diminuiti lentamente. Questo se entro un mese avremo vaccinato 30 milioni di italiani e l’altra metà si comporterà bene».

Il momento può essere quello opportuno per sensibilizzare i cittadini rispetto alla necessità di mantenere una condotta che sappia sfruttare al meglio tutti gli allentamenti dal nuovo decreto, soprattutto in zona gialla. Qualora questo dovesse avvenire con il rispetto delle citate norme diventerà una transizione verso una fase in cui la normale quotidianità potrà essere ancora più vicina.