Covid, il prof Bassetti lancia l’allarme: «Variante inglese troppo diffusa in Italia, non si può più contenere»

Covid, il prof Bassetti lancia l'allarme: «Variante inglese troppo diffusa in Italia, non si può più contenere»

Il professor Bassetti parla chiaro, le varianti Covid fanno paura

Il responsabile di Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, sostiene che la variante inglese del Coronavirus è già molto diffusa nel nostro Paese ed è molto difficile da contenere.

Il parere del professor Matteo Bassetti sulle varianti del Coronavirus

L’esperto su Facebook ha consigliato di rivolgere l’attenzione sulla variante africana e brasiliana aggiungendo che i casi di Covid-19 sono in calo in tutta Europa da 4 settimane. Per fortuna anche in Italia la situazione è in miglioramento nella maggior parte delle Regioni.

Matteo Bassetti ha affermato anche che le varianti del Sars-CoV-2 devono essere studiate in tutti i laboratori, ma quella inglese è già molto diffusa in tutta Italia ed è già difficile da contenere. «Meglio rivolgere un’attenzione particolare a quella africana e a quella brasiliana», ha scritto su Facebook.

Poi ha voluto tranquillizzare affermando che la situazione non sta peggiorando ma bisogna essere ancora molto prudenti. «Gli italiani nelle ultime settimane si sono comportati nella maggioranza dei casi molto bene. Bisogna sottolinearlo e ringraziarli per questo».

Varianti Covid, quali sono quelle più pericolose?

Il direttore della Clinica Malattie infettive e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria, in un’intervista all’Adnkronos, ha spiegato che al momento è difficile dire qual è la variante Covid più pericolosa tra quelle fino ad oggi individuate. Ma sembrerebbe che quella africana e quella brasiliana sono le più pericolose.

La variante africana si concentra di più sulla saliva ed è più facilmente contagiosa. Inoltre, ha la capacità di fuggire alle difese immunitarie che produciamo. Ad esempio: se una persona viene a contatto con il virus, produce gli anticorpi e nonostante gli anticorpi si infetta lo stesso di nuovo, in un arco di tempo davvero minimo.

Poi aggiunge che i vaccini sono stati sviluppati sulla proteina «Spike» del virus cinese, è il primo sequenziato. Sulla variante inglese invece, i vaccini sembrano funzionare.

Secondo l’esperto, però, "ora la cosa più importante è dire che siamo il Paese in Ue che fa meno rilevazione di sequenziamenti", ovvero circa 1 su 1.000 positivi. Al contrario, ci sono Paesi che fanno 40 o 50 sequenziamenti, la Danimarca arriva addirittura a 150 su 1.000 positivi. «Non si può pensare di parlare delle varianti senza sapere che cosa sta succedendo nel nostro Paese», avverte Bassetti. "Non abbiamo un’idea chiara su questo problema perché non si è adeguatamente investito sui laboratori per il sequenziamento genetico. Alcune strutture lo fanno molte altre no".

Per l’esperto, servono ulteriori risorse per fare una mappatura quotidiana. Tutti i laboratori devono inviare un certo numero di campioni ed inviare i risultati al Ministero della Salute che a sua volta, deve elaborare una mappa della circolazione delle varianti nel Paese. «C’è urgenza su questo tema e stiamo perdendo molto tempo», ha concluso Matteo Bassetti. Leggi anche: Covid-19, i nuovi sintomi spia del virus: brividi, inappetenza, mal di testa e dolori muscolari