Autore: Liliana Terlizzi

Coronavirus

Covid, il Cts e l’Iss lanciano l’allarme: «Rafforzare le misure contro le varianti»

Le ultime notizie sul Coronavirus, il Cts chiede al Governo di rafforzare le misure anti contagio

Secondo il bollettino di ieri, sono 7.351 i contagi e 258 i decessi per Covid. I ricoveri tornano a preoccupare, in 4 regioni le terapie intensive sono sopra la soglia. La variante inglese è presente nel 20 per cento dei contagi. Per l’Iss bisogna innalzare le misure in tutto il Paese proprio contro la variante inglese.

Coronavirus, le notizie di oggi sul Covid, Cts e Iss al Governo: “Rafforzare misure contro le varianti”

Il Cts e l’Iss lanciano l’allarme al Governo: «Servono misure più severe. Come in altri Paesi dell’Ue». Le restrizioni in vigore andrebbero rafforzate per difendersi dalla varianti del Covid, specialmente quella inglese. Il Comitato tecnico scientifico lo ha chiesto al Governo e lo chiede anche l’Istituto Superiore di Sanità in base ai risultati del nuovo studio sulla presenza della mutazione in Italia. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) lo chiede per tutta l’Europa.

L’Ecdc nelle scorse ora ha definito «molto preoccupante» la situazione epidemiologica ed ha rivisto un rialzo nelle stime di una nuova accelerazione dei contagi nell’Unione Europea a causa delle varianti. Ad oggi il rischio è considerato molto alto per la popolazione complessiva e molto alto per gli individui vulnerabili. In queste ore, gli esperti più conosciuti sono divisi tra chi chiede un nuovo lockdown e chi protesta contro lo stop allo scii voluto dal Ministro della Salute e dal neo premier Mario Draghi.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha invitato gli Stati membri a mantenere le misure in vigore a rafforzarle, nel frattempo, bisognerebbe accelerare le campagne di vaccinazione perché le varianti hanno maggiore trasmissibilità e potrebbero determinare una maggiore gravità della malattia. Inoltre "i vaccini con licenza esistenti” potrebbero essere «solo parzialmente o in gran parte meno efficaci».

Varianti Covid nel nostro Paese: la situazione

In Italia la variante inglese al momento è presente in 1 caso positivo su 5, lo ha accertato l’Istituto Superiore di Sanità. Sono emersi ulteriori dettagli nello studio condotto ad inizio febbraio. In base alla Relazione tecnica, la sua diffusione «non è omogenea» sul territorio nazionale: si va dallo 0% in alcune aree fino al 59% in altre.

Molti esperti dell’Iss, come Silvio Brusaferro, prevedono un sorpasso del ceppo Uk rispetto a quello di Wuhan nel giro di 5-6 settimane. Per questo motivo, si chiede di intervenire tempestivamente rafforzando le misure in tutta Italia e «modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione, inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto».

La vaccinazione delle categorie più a rischio, ovvero quelle più fragili, sta procedendo rapidamente ma non ha raggiunto ancora una copertura sufficiente. Nel report si legge che la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità, «può avere un impatto rilevante se non vengono adottate misure di mitigazione adeguata».

L’intero dossier è arrivato sul tavolo del Cts e gli esperti, secondo alcune fonti, nella riunione di venerdì scorso si sono espressi con toni durissimi al Governo. Per rallentare la corsa del ceppo Uk è necessario un rafforzamento e unnincremento delle misure, si legge nel verbale. Insomma, gli scienziati chiedono di rafforzare e incrementare delle misure di mitigazione del rischio non solo in ambito locale ma anche nazionale. Leggi anche: Covid-19, i nuovi sintomi spia del virus: brividi, inappetenza, mal di testa e dolori muscolari