Covid, i vaccinati possono contagiarsi e contagiare? Ecco cosa si sa

Il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore el Comitato Tecnico Scientifico, ha spiegato la situazione.

I vaccinati possono contagiarsi e contagiare? L’interrogativo è abbastanza ricorrente in una fase in cui ci sono tanti immunizzati e continua ad esserci una risalita delle infezioni da Covid. A domande come queste non si può, ovviamente, rispondere in maniera approssimativa.

I vaccinati possono contagiarsi e contagiare?

Pertanto l’unica soluzione affidabile per acquisire informazioni precise è affidarsi ai dati e soprattutto all’interpretazione che la scienza offre di essi. Una chiave di lettura importante la offre il professor Franco Locatelli, intervistato dal Corriere della Sera nell’edizione dell’1 agosto 2021.

A parlare, come è noto, è il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, ma anche un medico di fama internazionale.

La domanda che gli è stata posta, se i contagiati con doppia dose possono essere contagiati e contagiare, è stata piuttosto netta. E davanti al quesito il professor Locatelli ha fornito un quadro molto chiaro.

«Come affermato - ha spiegato - anche dal virologo Anthony Fauci, vi è una limitata percentuale (dai dati italiani la stima è del 12%) di soggetti compiutamente immunizzati che possono infettarsi, quasi sempre senza sviluppare malattia, e contagiare».

Tra l’essere vaccinati e il non esserlo c’è differenza

Primo punto, dunque, che risalta ben chiaro è che chi è vaccinato con doppia dose ha meno possibilità di infettarsi per effetto della barriera costruita dalla protezione del ciclo vaccinale completato. E già questo basta chiarire come la differenza tra ciò che era prima e ciò che è adesso c’è ed è tangibile.

«In che misura - ha specificato in relazione alla possibilità di contagio altrui dei vaccinati - lo facciano in paragone ai non vaccinati merita ulteriori studi, in particolare mirati a definire quella che è la carica virale nelle loro vie aeree, naso e gola. Insieme al tempo di esposizione questo rappresenta il fattore determinante per il contagio. Si tratta di un evento raro e ancora più rara è l’eventualità che una persona vaccinata, seppure contagiata, finisca in ospedale».

Covid, vaccino e protezione dalla malattia: dati chiari

E quest’ultimo punto è forse quello più importante dato che, di fatto, scongiura il lato peggiore del Covid, visto nei momenti più difficili della pandemia. Il riferimento va, ovviamente, a quando la larga diffusione del virus portava praticamente gli ospedali a rischiare la saturazione per il numero di pazienti che erano costrette al ricovero.

«La protezione - ha chiarito il professor Locatelli - da forme gravi di malattia è superiore al 95% e si contribuisce a ridurre significativamente la circolazione virale, con il pericolo che emergano nuove varianti».

Circostanze quelle descritte che oggi raccontano perché secondo la scienza oggi l’arma più efficace contro il virus resta arrivare ad una diffusione più alta possibile della vaccinazione.