Covid, gli effetti secondari: aumentano le vendite di ansiolitici

Covid, gli effetti secondari: aumentano le vendite di ansiolitici

Un autentico boom di vendite per gli ansiolitici, soprattutto nel Centro Italia.

Il Covid e la terrificante pandemia mondiale hanno stravolto le vite di tutti, anche in Italia naturalmente. E se i morti, gli ammalati, i ricoverati sono l’elemento evidente di ciò che sta significando il Coronavirus, ci sono tanti effetti secondari. Alcuni di questi sono ormai noti e su cui si è detto tutto e il contrario di tutto, cioè la crisi economica per via dei provvedimenti di limitazione a spostamenti e chiusure.

Poi ci sono altri effetti secondari da non sottovalutare che probabilmente lasceranno segni gravi sulla popolazione anche alla fine della pandemia. Innanzitutto i problemi di salute diversi da quelli strettamente collegati al Coronavirus. Parliamo dei malati, anche gravi, affetti da patologie diverse da quelle delle vie respiratorie che causa il Covid.

Ammalati che le strutture sanitarie per forza di cose stanno in parte trascurando, essendo dedicate in tutto o quasi ai casi Covid. E poi ci sono i segni invisibili che la pandemia lascerà sulla salute dei cittadini, tracce nella psiche di tutti e i più fragili da questo punto di vista ne soffriranno di più.

Covid e l’aumento degli ansiolitici

Uno studio dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) mette in evidenza un dato statistico che deve far riflettere molto sugli effetti secondari del Covid e dei vari provvedimenti di chiusura e di limitazione della libertà che la pandemia ci ha portato in dote.

Che il 2020 e questo inizio del 2021 siano un periodo storico particolarmente difficile non è certo una novità. Un’epoca che passerà alla storia perché segnata indelebilmente dal Covid-19. E tra le cose che dimostrano le difficoltà del momento e le vicissitudini anche nascoste che stanno vivendo le persone, c’è l’incremento delle vendite e quindi dell’utilizzo di particolari farmaci.

In tutto il territorio nazionale sono aumentati di oltre il 12% le vendite di ansiolitici. E stando allo studio di cui hanno trattato diversi organi di stampa, il maggiore incremento di questo tipo di farmaci come mercato e come utilizzo è nel Centro della Penisola.

L’Umbria per esempio, la fa da padrona in questa poco virtuosa classifica con un incremento delle vendite rispetto al 2019 di circa il 73%. Nelle Marche invece l’aumento si è assestato in un altrettanto negativo 68%.

I dati, come conteggio, partono dall’inizio della pandemia, cioè dal febbraio 2020. È però eloquente il fatto che è a partire dalla cosiddetta fase due del Covid, dalla sua seconda ondata che l’acquisto di farmaci anti ansia e anti depressivi ha avuto una impennata.