Covid: ecco come si legge davvero il bollettino quotidiano della Protezione Civile

Contagi, decessi, terapie intensive, attualmente positivi e come interpretare tutti i numeri che ogni giorno la Protezione Civile espone.

È dalla scorsa Primavera che ogni giorno gli italiani hanno un appuntamento fisso che è quello con i dati della Protezione Civile sull’andamento della Pandemia. Da quando è entrato prepotentemente nelle nostre vite il Coronavirus, ogni giorno la Protezione Civile fa il punto della situazione con i tanto discussi dati.

Dai nuovi positivi ai decessi, dai ricoveri in terapia intensiva ai guariti, ogni giorno è uno stillicidio di numenri e percentuali. E non si tratta di dati inutili o irrisori perché ne va della vita di tutti quanti, perché è da questi dati che poi Comitato Tecnico Scientifico, Task Force e governo decidono come gli italiani devono vivere.

Le misure restrittive che il Premier Conte adotta con i suoi ormai tristemente famosi Dpcm partono dai numeri. Ma come si leggono davvero i dati della Protezione Civile? Una domanda probabilmente comune a molti che ancora oggi vanno in confusione ascoltando i numeri quotidiani. Ecco una sintetica guida voce per voce per capire bene quello che ci viene somministrato come dati sulla curva epidemiologica, e le sorprese non mancano.

Nuovi contagiati da Covid

Il primo dato che ogni giorno viene riportato è il numero dei nuovi positivi. Ed è il dato che balza più agli occhi dal momento che rappresenta per l’immaginario collettivo quel dato che dimostra come in 24 ore i contagi siano saliti o scesi. Bisogna sapere però che questo dato riguarda quanti soggetti sono risultati positivi dopo essere stati sottoposti a test. In questo dato non rientrano naturalmente i positivi che non sono stati sottoposti a test o che attendono le seconde analisi per verificare se rientrano o meno tra i casi confermati di Covid.

Cosa significa attualmente positivi

Un altro dato quotidiano è il numero degli attuali positivi, ovvero di chi è considerato ammalato di Covid il giorno in cui vengono enunciati i dati. Si tratta del totale delle persone positive nell’istante in cui viene pubblicato il bollettino. Da questo punto di vista assume una certa rilevanza l’andamento dei dati, perché si tratta di un dato variabile ogni giorno con numeri che salgono e che scendono.

Ogni giorno vengono aggiunti i nuovi positivi confermati e vengono sottratti i guariti ed anche i deceduti. Proprio i deceduti poi sono il dato che più ferisce in quella che è diventata una vera guerra al Covid.

Si tratta dei deceduti con il Covid e non esclusivamente per il Covid, perché non è necessario che il virus sia la causa principale del decesso per rientrare in questo numero. Solo accurate analisi dell’Istituto Superiore della sanità possono sancire se sia stato davvero il Covid ad uccidere, ma sono analisi che richiedono tempi lunghissimi.

Ospedali e terapie intensive

Un altro dato che ci viene impartito con cadenza quotidiana è il numero dei guariti. Un dato comprensivo sia di chi è stato dimesso perché guarito dal punto di vista clinico, che di chi è guarito a livello virologico dopo test che conferma la negatività al Covid. Altro numerino è quello delle persone in isolamento domiciliare, i soggetti in quarantena pur se asintomatici o con lievi sintomi.

Il numero delle persone in quarantena domiciliare imposta è sempre quello maggiore ogni giorno. Poi si passa ai ricoverati con sintomi, quelli per i quali è necessario il ricovero perché i sintomi che hanno lo consigliano, ma non comprendono i ricoverati in terapia intensiva che è un altro dato che viene espresso a parte. Il dato delle terapie intensive è quello che maggiormente i tecnici tengono in considerazione e che se risale preoccupa per la tenuta degli ospedali.

I numeri sui tamponi

Il numero dei tamponi ogni giorno è quello relativo ai test svolti sia in totale da inizio pandemia che quotidiani. Il conteggio dei test effettuati in una singola giornata però va interpretato, perché non ci dice quante persone siano state sottoposte a tampone.

Spesso infatti il tampone viene effettuato su persone già precedentemente sottoposte a test ma per le quali occorre rifarlo, o perché erano risultate negative ma con il sospetto che abbiano contratto comunque il virus, o perché si tratta di persone già positive per le quali occorre test che confermi la guarigione.

L’ultimo numero è quello del totale dei casi, un numero omnicomprensivo di tutti i soggetti che hanno contratto il virus, quindi anche guariti e deceduti.