Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus

Covid e zone: cosa potrebbe cambiare dal 27 novembre

Potrebbero arrivare buone notizie per gli italiani con alcuni cambiamenti di colore per le zone.

Alcune sostanziali novità potrebbero arrivare a fine novembre, dal 27 per la precisione. Zone rosse, zone arancioni e zone gialle, gli italiani ormai sono abituati a quelli che sono i colori utilizzati per indicare il grado di rigidità delle misure restrittive per il Covid-19.

Le zone rosse sono quelle dove la pandemia ha costretto all’utilizzo di misure più rigide, mentre le zone gialle sono quelle dove le misure sono più elastiche. Zone differenti da Regione a Regione, ma suscettibili di cambiamenti repentini, in base alla curva dei contagi ed all’indice di trasmissibilità del virus. E alcune novità in questo senso potrebbero arrivare la settimana che prende il via domani 23 novembre. Ecco gli ultimi aggiornamenti e le ultime indiscrezioni su cosa davvero potrebbe accadere.

Il 27 novembre si ammorbidiscono le misure, ma non in tutta Italia

Qualche cambiamento in questo senso era atteso già venerdì scorso, quando però il Ministro Speranza, naturalmente dopo aver sentito il Comitato Tecnico Scientifico e le varie task force, ha emanato una nuova ordinanza che di fatto ha lasciato tutto così come era. Niente cambio di colore in alcune zone che si aspettavano un ammorbidimento delle misure a seguito di un miglioramento dei dati sul Coronavirus.

L’unica novità è arrivata per l’Abruzzo che da arancione è diventata rossa, ma per scelta dell’amministrazione locale e non per diktat del governo.

Alcune Regioni però potrebbero davvero cambiare colore il 27 novembre prossimo. E se da zona rossa a zona arancione o da quest’ultima fino alla zona gialla, si tratterebbe di un allentamento delle misure restrittive marginale, ci si attendono novità per le zone gialle, al di sotto delle quali non ci sono altri livelli di gravità.

Ipotizzare che le zone gialle tornino ad essere libere da misure è esercizio azzardato, perché si tratterebbe di tornare alla vita da Covid-free che sicuramente non può essere presa in considerazione. Resta però il segnale di un netto miglioramento (ma forse è meglio dire, una stabilizzazione) dei contagi, in diverse Regioni italiane. Questo lascia ben sperare quindi.

Il fattore indice sui sintomatici

Il dato che sembra essere il più importante su cui c’è l’attenzione del governo è quello dell’indice Rt, che è quello che conta la capacità di trasmissione del virus. È il numero che indica quante persone in media può contagiare un soggetto sintomatico.

Rispetto alla settimana precedente, i dati di venerdì 20 novembre parlano di indice medio pari all’1,18. In miglioramento ma non dappertutto. L’ultimo risultato del monitoraggio sull’andamento dell’epidemia che effettuano l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute rileva Regioni al di sotto della soglia critica che è ritenuta l’1. Lazio, Sardegna e Liguria per esempio, sono tra le Regioni dove la situazione sembra migliore.

Basilicata e Toscana, rispettivamente con indice 1,54, e 1,44, sono quelle peggiori. Naturalmente non tutto dipende da questo indice, perché occorre monitorare l’aumento dei ricoveri negli ospedali e quelli nelle terapie intensive.

Gli scenari ipotizzati per il 27 sono differenti sul territorio. Così per esempio, Puglia, Basilicata e Sicilia potrebbero entrare in zona rossa dove resterebbe pure l’Abruzzo. Lombardia e Piemonte potrebbero passare da zona rossa a zona arancione, mentre alcune Regioni arancioni potrebbero diventare gialle.

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