Covid e vaccini, Bassetti: «Non esiste oggi un’alternativa»

Il direttore delle Malattie Infettive del San Martino di Genova è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus

«Chi oggi denigra i vaccini dovrebbe prospettare delle soluzioni alternative». Lo ha dichiarato il professo Matteo Bassetti nel corso del suo intervento a L’Italia s’è desta su Radio Cusano Campus.

«Se ci fosse un’alternativa - ha proseguito il direttore delle Malattie Infettive del San Martino di Genova - potremmo anche pensarci, ma non esiste oggi un’alternativa».

Covid, Bassetti: «Terapie funzionano, però sono sempre complementari»

Un punto di vista chiaro quello espresso dal medico che, sin dall’inizio della pandemia Covid, ha conosciuto l’infezione e la malattia dalla posizione di chi è sempre stato in prima linea nel fronteggiarla nel suo reparto.

«Ci sono - ha proseguito - le terapie che noi utilizziamo, per fortuna funzionano, però sono sempre complementari. Non sono sostitutive rispetto ai vaccini che sono fondamentali. Senza vaccino non ne usciremo mai».

Vaccino under 12, Bassetti: «È un’opportunità»

Si attende adesso il via libera per la vaccinazione sugli under 12. Un orizzonte su cui non mancano le riserve anche da parte di chi si è vaccinato e nutre eventualmente dubbi per i propri figli.

«Il vaccino - ha detto l’infettivologo - tra i 5 ed i 12 anni è sicuramente un’opportunità». Il punto su cui si discute è il fatto che si dovrebbe immunizzare una categoria che non sembra patire rischi dal Covid.

Dal punto di vista scientifico, però, c’è anche un altro aspetto da segnalare. «Non è che - ha spiegato l’infettivologo - l’indicatore ‘malattie grave’ o ‘conseguenze è ‘’zero’. Uno su sette tra i bambini può avere il long Covid, ci sono molti bambini che soffrono di problemi respiratori post-Covid e ci sono una serie di problematiche. Non è zero, certamente non è uguale a quello degli adulti».

Vaccino under 12, Bassetti: «Genitori, in accordo con i pediatri, decideranno»

Questa è una delle motivazioni che potrebbe muovere verso la vaccinazione dei bambini ed è quello che li riguarda in maniera diretta. Poi vi sarebbero altri benefici indiretti. Un front è, ad esempio, quello legato agli ambienti che andrebbero a frequentare con altri coetanei.

«Le scuole, anche quelle elementari, potrebbero - ha spiegato l’infettivologo - diventare certamente più sicure». E poi l’ultimo punto che, in un certo senso, ha una rilevanza più che altro sociale. «Potrebbero - ha detto il medico - contribuire all’immunità di gregge, che soltanto grazie ad una copertura vaccinale che riguardi tutte le classi d’età si può raggiungere».

«I genitori, in accordo con i loro pediatri di libera scelta, decideranno - ha aggiunto Bassetti - spontaneamente se vaccinare i loro figli».

«Io, se avessi - ha ammesso il medico - un figlio tra i 5 ed i 12 anni, non avrei nessun dubbio a vaccinarlo, come non ho avuto nessun dubbio a vaccinare i miei che sono due adolescenti».