Covid e stato d’emergenza, Zaia: «Se 31 dicembre fosse oggi potremmo affrontare tema con serenità»

Il governatore del Veneto Luca Zaia in un’intervista a La Stampa ha sottolineato come non si debba «abbassare la guardia»

Luca Zaia, in un’intervista a La Stampa del 24 ottobre è tornato a parlare della situazione Covid, di green pass e della situazione legata allo stato d’emergenza al momento valida fino al 31 dicembre.

Green Pass e tamponi, Zaia: «Per ora si è riusciti a gestire la situazione»

Il governatore del Veneto, nei giorni scorsi, aveva manifestato preoccupazione rispetto alla possibilità che ci fosse lacapacità di poter effettuare tanti tamponi ogni due giorni per quanti sono i lavoratori non ancora vaccinati.

Facendo un po’ il punto ha chiarto che «per ora si è riusciti a gestire la situazione». «Anche se - ha aggiunto - qualche problema sui tamponi c’è stato, visto che in Veneto abbiamo triplicato i test. Si tratta di capire se riusciremo a tenere questa velocità di crociera dalla prossima settimana».

Luca Zaia ha nuovamente esternato la sua convinzione secondo cui «i tamponi nasali fai da te» potrebbero rappresentare una semplificazione soprattutto adesso che «sono stati - ha dichiarato - riconosciuti dalle autorità regolatorie europee».

Questa strada potrebbe rappresentare un’agevolazione soprattutto per le piccole imprese. Zaia ha comunque specificato che andrebbero «fissate delle regole». «Magari - ha proseguito - individuando una specifica figura giuridica che si occupi di verificare l’avvenuto screening».

Stato d’emergenza e Covid, il pensiero di Zaia sul futuro

L’aumento dei contagi è un orizzonte che, in questa fase della pandemia e grazie all’effetto dei vaccini, va letto in un modo diverso dal passato. Zaia ha sottolineato come un aumento dei tamponi porti inevitabilmente ad un maggior numero positivi trovati. «Quello che conta - ha specificato- è che non abbiamo un aumento dei ricoveri in ospedale e, da quel punto di vista, la situazione è sotto controllo. Detto ciò, non si deve abbassare la guardia, perché non si può escludere un colpo di coda del virus».

La necessità di mantenere un atteggiamento prudenziale nei confronti del virus porta anche a riflessioni rispetto alla necessità di prorogare lo stato di emergenza a livello nazionale. Ci si interroga, in particolare, se l’attuale scadenza fissata per la fine dell’anno possa rappresentare anche la data di chiusura.

A domanda precisa Zaia ha replicato in maniera chiara: «Dipenderà dall’andamento dei contagi e della campagna di vaccinazione: se il 31 dicembre fosse oggi, potremmo affrontare questo tema con serenità e chiudere definitivamente questa pagina. Poi, certo, avremo una fase di convivenza con un virus endemico, dovremo organizzare i richiami del vaccino, ma saremo fuori dall’emergenza».

Green pass e persone ancora non vaccinate, Zaia: «Bisogna guadare in faccia la realtà»

Tra le funzioni che si sono date come interpretazione al green pass c’era quella che potesse fungere da incentivo alla vaccinazione. Secondo il report vaccini anti-Covid presente sul sito del governo l’86% degli italiani ha ricevuto almeno una dose di vaccino, l’82% ha già completato il ciclo vaccinale. Il concetto ribadito da diversi esperti è che l’obiettivo resta vaccinare il più possibile.

Permangono, però, delle sacche di resistenza all’idea di vaccinarsi che neanche l’effetto green pass rischia di spostare. Zaia è stato, in particolare, interpellato su quello che pare essere un “progressivo calo" delle prime dosi

«Bisogna - ha detto Luca Zaia - guardare in faccia la realtà: arriva il momento in cui si deve prendere atto che oltre una certa percentuale non si va. Resto comunque un difensore della vaccinazione volontaria. Poi penso si sia persa una buona occasione per fare un’informazione di accompagnamento alla campagna vaccinale, in particolare rivolta ai giovani, smentendo le fake news che girano on line».