Covid, dal 7 gennaio tornano le restrizioni in base ai colori: Veneto e Puglia a rischio «zona arancione»

Covid, dal 7 gennaio tornano le restrizioni in base ai colori: Veneto e Puglia a rischio «zona arancione»

Dal 7 gennaio l’Italia si divide in zone: le regioni che preoccupano di più sono il Veneto e la Puglia

Ci sono novità importanti sulla situazione Covid in Italia, dopo la zona rossa valida fino al 6 gennaio (a parte i tre giorni arancioni del 29, 30 dicembre e 4 gennaio) dal 7 il nostro Paese torna a dividersi in colori.

L’Italia divisa in colori dal 7 gennaio

In base alle restrizioni anti-coronavirus vigenti, l’Italia verrà nuovamente divisa in zone rosse, arancioni, gialle e verdi. Alcune Regioni che il 23 dicembre erano "gialle", rischiano di passare in "arancioni": a rischiare sono soprattutto il Veneto e la Puglia.

Se negli ultimi giorni in queste due Regioni in particolare i casi di contagio aumentano, cambieranno colore. L’ultimo rapporto dell’Iss per la settimana del 14-20 dicembre aveva sottolineato come 9 regioni fossero da considerare a rischio moderato o alto. Le regioni in questione sono la Liguria, le Marche, la Puglia, l’Umbria e il Veneto che sono classificate a rischio.

L’Emilia Romagna, il Molise, la Provincia Autonoma di Trento e Valle d’Aosta sono a rischio moderato ma presentano un’elevata probabilità di incrementare il livello di rischio a causa dell’indice Rt troppo alto.

Insomma, se il nuovo bollettino dell’ Istituito Superiore di Sanità dovesse confermare questa tendenza e l’indice Rt non dovesse scendere, queste Regioni italiane rischiano di essere classificate in area arancione dal 7 gennaio.

Situazione in Veneto: la regione che preoccupa di più

Da diversi giorni in Veneto si contano più casi di qualunque altra Regione italiana ma il preside Zaia attribuisce questo aumento dei casi ad un aumento di tamponi effettuati.

«La Regione Veneto ha un Rt compatibile con uno scenario di tipo 2 (giallo, ) e si colloca per la terza settimana consecutiva a rischio alto, con un’incidenza estremamente elevata — si legge nel dossier dell’Iss —. Questo desta particolare preoccupazione, pertanto nuovamente si esorta ad applicare con urgenza le misure previste per tale livello di rischio nel documento trasmesso il 12 ottobre scorso».

In Puglia invece si registra un picco di aumenti di ricoveri in terapia intensiva ed è in controtendenza con il dato nazionale.