Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus

Covid: a Natale solo tre Regioni arancioni, il resto gialle, vince la linea dell’allentamento delle misure

Niente cambiamento delle misure restrittive per il momento, questo hanno deciso oggi e per Natale si preannunzia un allentamento delle misure, ma non ovunque

Un Natale meno rigido per quanto riguarda le misure di contenimento al coronavirus. Questa la piega che sembra stia prendendo il governo. Rispetto alle previsioni di ieri, con alcune Regioni che sembravano candidate a diventare rosse (oggi sono arancioni), con l’inasprimento delle misure restrittivi, il Ministro Speranza ha confermato che nulla cambierà per il momento.

E inoltre sembra che l’idea sia di allentare le misure per Natale, con tutta l’Italia, ad esclusione di tre Regioni che diventerebbero gialle. Questo vuol dire misure meno restrittive un po’ ovunque, anche se deve essere un natale sobrio come lo ha definito il Premier Conte, cioè senza cenoni, veglioni e serate danzanti.

Abruzzo, Basilicata e Toscana le uniche a restare arancioni o rosse

A Natale tutta l’Italia potrebbe essere gialla tranne Abruzzo, Basilicata e Toscana, questo si legge sulle pagine del quotidiano torinese “La Stampa”. Oggi erano attese le decisioni circa le nuove direttive su carattere regionale da applicare. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza ha confermato che “Valle d’Aosta, Lombardia e Calabria restano rosse fino al 3 dicembre”, ma c’è l’apertura ad un cambio di rotta già dal 27 novembre, quando si ipotizza che Piemonte e Lombardia potrebbero cambiare colore.

Tornando al Natale tranne Abruzzo, Basilicata e Toscana si prevede un ritorno al giallo. E nelle zone gialle ci sono negozi aperti, libertà di movimento anche fuori dal proprio comune e addirittura al di fuori della propria Regione. Solo bar e ristoranti devono chiudere alle 18, con la vendita da asporto e a domicilio consentita fino alle 22, quando di fatto scatta il coprifuoco (anche se si ragiona per posticipare l’orario del “tutti a casa”.

Questo è quello che emerge dal monitoraggio della curva dei contagi che governo e Comitato Tecnico Scientifico continuano ad analizzare.

Cosa succede adesso?

Per il momento quindi, nulla di nuovo e misure che restano identiche a quelle fino ad oggi vigenti, compreso il diverso colore da Regione a Regione. Il vincolo delle due settimane di studio della situazione e di una terza che serve a confermare i dati, resta quello. Nulla di nuovo quindi, a meno che in serata non arrivi qualche decisione improvvisa differente da queste.

Ciò che traspare poi è il progetto riaperture eventuali per le festività natalizie. Un rischio per molti, dopo l’esperienza avuta con l’estate. Il Ministro Speranza oggi ha parlato di leggero calo dell’indice di trasmissione dei contagi, con alcune Regioni sotto la soglia critica di uno. Ma per il momento, proprio il Ministro Speranza ha rinnovato le ordinanze di tutte le Regioni, comprese quelle che aspiravano ad un allentamento e fino al 3 dicembre.

Solo la prossima settimana alcune Regioni tra Piemonte, Lombardia, Val d’Aosta, Calabria, Sicilia e Puglia potrebbero avere meno restrizioni. Qualcuna già per il 27 novembre, e secondo la Stampa, per esempio il Piemonte se l’indice Rt scendesse ad uno, potrebbe passare direttamente in zona gialla. Per la Lombardia il ragionamento è pressoché uguale, anche se ci sono Province più a rischio dove potrebbero rimanere zona rossa, in una specie di lockdown locale.

Se il trend dei contagi, degli indici e dei ricoveri continuerà così, tra sette giorni potrebbero diventare gialle 18 Regioni su 21. Solo in Basilicata, Toscana e Abruzzo la situazione resterà probabilmente la medesima anche tra una settimana e probabilmente anche per Natale.