Covid, Zaia ricorda l’opzione tamponi fai da te e dichiara: «In T.I. in Veneto 80% non vaccinati»

Il governatore del Veneto Luca Zaia è intervenuto nel corso della trasmissione Mattino 5

L’ipotesi di un tampone anche per i vaccinati prima dei grandi eventi potrebbe anche scontrarsi con problemi legati alla capacità generale di testing. Lo si evince anche dalle parole del governatore del Veneto Luca Zaia che, nel corso della mattinata, è intervenuto come ospite della trasmissione Mattino 5 su Canale 5.

Zaia ricorda la possibilità del tampone fai da te

Oggi per avere il Green Pass per recarsi su luogo di lavoro molti non vaccinati si sottopongono a test con code che si registrano in alcune farmacie. Il presidente della Regione Veneto è tornato su un tema che era stato tra i primi trattare. «Siamo stati - ha ricordato - i primi a livello internazionale nell’aprile 2020 a presentare il famoso tampone fai da te». «Se noi - ha proseguito - avessimo continuato a insistere su quella via, oggi potremmo dire ai cittadini che la somministrazione in azienda sarebbe realtà».

Le difficoltà nell’andare oltre il numero dei tamponi

L’Italia, con i test rapidi, ha visto crescere sensibilmente il numero di test quotidiani. Se, però, oltre a chi deve effettuare il tampone, dovessero iniziare a entrare nel conteggio anche coloro i quali sono vaccinati per avere una lasciapassare per determinati contesti la situazione potrebbe farsi complicata.

O almeno questo è quello che si può desumere dal quadro tracciato dal presidente della Regione Veneto rispetto alla possibilità di aumentare la necessità di tamponi. «È impensabile - ha detto Zaia - che con le strutture pubbliche, assieme anche ai privati, si riesca a dare risposte oltre questi livelli. Lo dice la regione che fa più tamponi al giorno in Italia. Arriviamo a 140-150-160.000 al giorno, ma oltre non vai».

«Dovremmo - ha aggiunto - pensare di portarli nelle aziende e fare in modo che i cittadini abbiano più dimestichezza con il fai da te, ma bisogna autorizzarlo fino in fondo». C’è chi ritiene che addirittura i test rapidi (gli antigenici) non siano attendibile come i molecolari.

L’ipotesi, però, di limitare l’attività di testing a questi ultimi equivarrebbe a pescare con la “canna” nella metafora di Zaia. Fare i tamponi rapidi consente, invece, come evidenziato dal governatore una sorta di “pesca a strascico” favorendo l’individuazione di positivi pur avendo ben chiaro che il test Pcr resti il “gold standard”.

In terapia intensiva soprattutto non vaccinati

E sul futuro della situazione Covid in Italia. «Ad oggi - ha evidenziato il governatore - vanno detti gli aspetti positivi: a parità di contagiati quotidiani oggi ho un terzo dei ricoverati che avevo l’anno scorso a dicembre. Ho circa 1300 persone, l’anno scorso sono arrivato a 3400. Ne ho 167 in terapia intensiva. Di queste 167 l’80% sono non vaccinati. E i non vaccinati in Veneto rappresentano il 13% della popolazione».