Covid, Sestili: «Stiamo raggiungendo il picco dei contagi»

L’ipotesi è che a Natale si possano raggiungere i 30.000 contagi al giorno, ma in una situazione che grazie al vaccino va letta nel modo giusto. Il fisico Giorgio Sestili ne ha parlato in un’intervista al Corriere della Sera

Il picco dei contagi potrebbe essere a Natale e il futuro dipenderà anche dal numero di vaccinazioni. È più o meno questo il sunto dei concetti espressi dal fisico Giorgio Sestili sulla situazione Covid in Italia.

Ne ha parlato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera dell’11 dicembre, in cui è stata messo in evidenza come quest’anno il vaccino stia producendo risultati significativi sul fronte dei ricoveri e delle morti.

Tasso di ospedalizzazione ben diverso rispetto a un anno fa

L’analisi dei numeri spiegata da Giorgio Sestili permette oggi di mettere in rilievo come su uno stesso numero di positivi «il tasso di ospedalizzazione nelle terapie intensive - ha specificato - è di 6-7 volte inferiore».

Ed è noto quanto il Covid, soprattutto nelle fasi più dure della pandemia, rendesse concreto il rischio della saturazione delle strutture ospedaliere.

L’analisi di un mese campione, le differenze tra vaccinati e non vaccinati

L’altro dato statistico significativo è rappresentato dalla valutazione dei numeri relativi al periodo 15 ottobre - 14 novembre diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità. «Il rapporto - ha evidenziato il fisico - tra i ricoverati in terapia intensiva vaccinati e i non vaccinati era di 1 a 4 (132 contro 546). Lo stesso rapporto del numero dei decessi (197 tra i vaccinati, 515 tra i non vaccinati)».

Regione in zona arancione o rossa: ipotesi per fortuna ancora lontana

Si è detto più volte come preservare gli ospedali dall’arrivare al limite fosse la sfida più immediata per la pandemia, compatibilmente con la possibilità di non fermare le attività economiche per ostacolare la diffusione del virus.

Una misura che, in questa fase, si sta verificando e nelle prossime settimane potrebbe continuare ad avere un decorso ancora favorevole, ricordando come il numero dei positivi, soprattutto per effetto della vaccinazione e dell’inoculazione della terza dose, corrisponde ad un numero di ospedalizzazioni e di malati gravi molto minore rispetto al passato.

«Posso dire - si legge in un altro passaggio di Sestili - che nel prossimo mese nessuna regione andrà in zona arancione o rossa». Anche perché non bisogna dimenticare che, per i cambi di colore, oltre all’incidenza dei casi, gli altri due parametri che determinano la variazione sono quelli ospedalieri (ricoveri ordinari e numero di terapie intensive).

La situazione Covid in Italia: il picco a Natale e il dopo

«Stiamo raggiungendo - ha dichiarato il fisico - il picco dei contagi, a Natale, circa 30 mila». Il tutto mentre, come specificato dallo scienziato, si è assistito ad una diminuzione della crescita: dal 50% di un mese fa al 13% dell’ultimo periodo.

Dopo aver raggiunto quello che si ipotizza possa essere il punto più alto della curva si potrebbe vivere una fase di «plateau» o una discesa. E da cosa ciò potrebbe dipendere è un orizzonte molto chiaro.

«Prima di tutto - ha sottolineato il fisico - dall’andamento delle vaccinazioni» con riferimento alle terze dosi, considerato che già la diminuzione della crescita è stata correlata all’aumento dei richiami.