Covid, Rasi sul Natale che verrà: “Siamo molto a rischio, se siamo disciplinati sarà migliore del 2020”

Covid, Rasi sul Natale che verrà: “Siamo molto a rischio, se siamo disciplinati sarà migliore del 2020”

Il professor Guido Rasi, microbiologo e consulente del commissario Figliuolo, è intervenuto ai microfoni di Sabato Anch’io su Radio Rai

Il Covid sotto il profilo del contagi sembra essere tornato in ascesa. Soprattutto in Europa i dati relativi alle infezioni sono tornati a livelli preoccupanti.

L’azione del vaccino, al momento, si sta rivelando decisiva nella protezione del sistema sanitario e di un suo eventuale sovraccarico. Ma che Natale sarà? La terza dose sarà l’ultima che si dovrà fare?

Sono domande a cui ha risposto il professor Guido Rasi, docente di Microbiologia presso l’Università Tor Vergata di Roma, consigliere del commissario Figliuolo ed ex direttore dell’Ema. Lo ha fatto intervenendo nel corso della trasmissione radiofonica di Radio 1 Radio Anch’io.

Situazione Covid in Europa sotto osservazione

L’Italia è uno dei paesi che, a livello epidemiologico, pare avere la situazione migliore nel Vecchio Continente. Tuttavia, la situazione potrebbe avere un’evoluzione in cui le cose potrebbero segnare un rialzo.

Ci si chiede perché in questa fase soprattutto l’Europa stia andando incontro a quella che convenzionalmente è già stata definita “quarta ondata”. Il professor Guido Rasi non è dell’avviso che la situazione sia dovuta ad un fattore climatico.

“Il motivo - ha spiegato - è che abbiamo riaperto tutto in maniera disomogenea. Ventisette approcci diversi, con la spinta dall’Est dove ci sono stati che hanno vaccinato il 30%. È chiaro che il virus circola in Europa perché l’Europa è molto attiva”.

Che Natale sarà quello del 2021?

La situazione è indubbiamente migliore rispetto ad un anno fa, seppur il livello di allerta si stia alzando. Chiamato a rispondere se se la sente di scommettere sull’eventualità di avere un Natale “normale”, dopo quello in zona rossa della passata stagione, lo scienziato delinea un quadro chiaro.

"No, scommettere no. Siamo - ha specificato - molto a rischio, siamo in equilibrio molto precario. Se siamo molto disciplinati questo mese che rimane potremo avere un Natale molto migliore di quello dell’anno scorso, normale direi di no”.

Terza dose, sarà l’ultima?

Il richiamo del vaccino è verosimilmente una delle armi più importanti per contrastare gli effetti della quarta ondata. Ci si chiede se dopo la nuova somministrazione successiva al ciclo primario sarà necessario ricevere altre inoculazioni. "Sembrerebbe - ha chiarito Rasi - emergere che potrebbe essere davvero l’ultima".

Un’ipotesi su basi scientifiche. "Tre dosi - ha spiegato Rasi - sono per il sistema immunitario un ciclo completo che stabilizza la memoria immunologica. Siamo abbastanza ottimisti che se le varianti rimangono queste, potremmo veramente aver finito qui. Io sono tra gli ottimisti".

E, in attesa dell’apertura della campagna per il richiamo alla fascia 40-60 anni in programma dall’1 dicembre, sono secondo i dati disponibili sul sito del governo già 2.383.572 le dosi booster somministrate e 451.091 quelle addizionali (dato aggiornato al 13 novembre alle 6.12).

Numeri che si auspica possano crescere, anche in relazione a quella fascia di popolazione che non appartiene all’87% di italiani che ha già ricevuto almeno un dose.