Covid, Pregliasco: ’Virus rimarrà endemico per almeno 2 o 3 anni, conterà rivaccinare categorie a rischio"

Covid, Pregliasco: 'Virus rimarrà endemico per almeno 2 o 3 anni, conterà rivaccinare categorie a rischio"

Il professor Fabrizio Pregliasco è stato intervistato da La Stampa

La situazione Covid in Italia è al momento lontana dai livelli più allarmanti. I numeri del bollettino quotidiano sul coronavirus raccontano di uno scenario sensibilmente migliore sul fronte dei contagi, delle ospedalizzazioni e di morti.

La vaccinazione pare giocare un ruolo determinante. Non è, però, il momento di abbassare la guardia secondo il professor Fabrizio Pregliasco. Il virologo dell’Università di Milano, nonché direttore sanitario dell’Ospedale Galeazzi, in un’intervista a La Stampa ha chiarito il suo punto di vista.

Un pensiero il suo che pare essere in una sorta di equilibrio tra la consapevolezza che si è in una situazione di reale tranquillità, senza la preoccupazione dei giorni peggiori, e che allo stesso stesso tempo c’è ancora da prestare attenzione.

Covid in Italia, grazie al vaccino farà meno paura

L’idea è che da una parte non sia finita, dall’altra che però l’entrata in campo del vaccino avrà un effetto tangibile. «Grazie alla vaccinazione - ha chiarito il medico - non ci saranno più tanti ricoveri e morti. Una differenza non da poco». Le prime regioni italiane sono entrate in zona bianca.

Nelle prossime settimane toccherà ad altre. Ciò accade perché, nei territori in questione, si è rimasti al di sotto dei 50 contagi settimanali per 100.000 abitanti. Un livello tale da poter avere un contact tracing più facile e che, secondo il virologo, in questa fase è di fondamentale importanza. Nel corso dell’intervista il professor Pregliasco ha messo in rilievo quanto oggi possa essere importante «rilanciare» l’attività di tracciamento e monitoraggio.

Covid: immunità di gregge difficile, per Pregliasco “non è così importante”

Dal 3 giugno, inoltre, sarà aperta la vaccinazione a tutti coloro che hanno almeno 12 anni. Il mese appena iniziato viene considerato cruciale ai fini della progressione della campagna vaccinale. L’obiettivo, come è noto, è arrivare a settembre ad aver vaccinato tutti gli italiani che lo avranno voluto.

Si potrebbe, però, non arrivare all’immunità di gregge, ma si tratterebbe di un problema marginale. «Senza scendere sotto i 12 anni - ha chiarito il virologo - sarà irraggiungibile, ma ci si potrà avvicinare. Non è così importante però, si tratta solo di un modello matematico. Il virus rimarrà endemico per almeno due o tre anni e ciò che conterà sarà rivaccinare le categorie a rischio per tenerle lontano dai guai».

Covid, il punto di vista su una possibile nuova vaccinazione

Il riferimento ad una possibile nuova vaccinazione per quelle parti di popolazioni ritenute più fragili, apre il campo ad una domanda relativa all’opportunità di non immaginarla per altre fasce.

«La praticità - ha chiarito Pregliasco - suggerirà di non vaccinarli, così come avviene per l’influenza. L’anno prossimo si coprirà solo chi ne avrà più bisogno e con vaccini aggiornati per tutte le varianti».