Covid, Piero Angela: «A Natale solo con mia moglie e poi subito il vaccino. Fidiamoci degli scienziati»

Covid, Piero Angela: «A Natale solo con mia moglie e poi subito il vaccino. Fidiamoci degli scienziati»

Il divulgatore scientifico, Piero Angela, rivela come trascorrerà il Natale

Piero Angela, in un’intervista ha raccontato come sarà il suo Natale in piena pandemia: «A Natale mia moglie e io ceneremo da soli: sul tavolo un tablet e il resto della famiglia collegata via Skype». Il più famoso divulgatore scientifico in Italia, ha ribadito a tutti la necessità di fidarsi della scienza se si vuole sconfiggere l’emergenza sanitaria scatenata dal Covid-19.

Il conduttore rivela che farà il vaccino anti-Covid appena sarà possibile: «Io farò il vaccino, è sicuro. Dopo medici e infermieri dovrebbe toccare ai vecchietti, categoria nella quale rientriamo io e mia moglie. Ci vaccineremo appena possibile, sperando che funzioni.Dobbiamo fidarci degli scienziati» ha ricordato.

Covid, stretta sul Natale: Italia zona rossa

Intanto in queste ore si attende di sapere il nuovo piano del Governo per le festività natalizie. Ormai è noto a tutti che ci saranno nuove misure restrittive in tutto il nostro Paese per ridurre la diffusione dei contagi. Solo così si potrà scongiurare la terza ondata a gennaio. Al momento non vi è alcuna data ufficiale su quando entreranno in vigore le nuove regole. Oggi il Governo si riunirà per parlare proprio dei provvedimenti da mettere in atto per il Natale ma l’ipotesi più concreta è che tutta l’Italia venga resa zona rossa nei giorni di festa.

Riapertura delle scuole, ancora dubbi

Molti esperti continuano ad essere contrari sulla chiusura totale delle scuole. Il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, chiede di far tornare in classe gli studenti nelle città dove non ci sono particolari problematiche con i trasporti.

«Se non riapriamo le scuole al più presto, rischiano di crescere una generazione di persone fragili e depresse. Noi auspichiamo che si riapra il prima possibile come è scritto nel Dpcm del 4 dicembre per almeno il 75 per cento degli studenti delle superiori» ha affermato Miozzo al Corriere della Sera. «La data del 7 gennaio non è l’undicesimo comandamento, è una data simbolica: se serve qualche giorno in più per essere pronti, si può aprire anche l’11».