Covid, Ilaria Capua: bisogna vaccinare anziani e fragili, «così il virus non ci ucciderà più»

Covid, Ilaria Capua: bisogna vaccinare anziani e fragili, «così il virus non ci ucciderà più»

La virologa Ilaria Capua: “Vacciniamo gli anziani e i fragili, così il virus non ci ucciderà più”

La virologa Ilaria Capua ha rilasciato una nuova intervista al Corriere della Sera ed ha parlato del Coronavirus e dei vaccini. Per l’esperta, il miglior modo per fermare al più presto la pandemia è di dare priorità agli anziani e alle persone fragili: «Così il virus non ci ucciderà più».

Per fermare la pandemia bisogna accelerare la vaccinazione, parla la virologa Ilaria Capua

Secondo la virologa, il miglior modo per ridurre al più presto la diffusione del virus è fare tutto il possibile per evitare che si ammalino le persone a rischio, come gli anziani, in modo da non arrivare a riempire gli ospedali. Come? "Vaccinandosi, accompagnando a vaccinare, convincendo a vaccinare, anzitutto anziani e fragili. Lo sappiamo, purtroppo alcuni stipiti virali attualmente in circolazione sono con il doppio turbo al motore e quindi è più complicato fermare il contagio."

Il Regno Unito, Israele e gli Stati Uniti, grazie alla vaccinazione di massa, stanno pian piano diminuendo i contagi. In queste zone il vaccino è stato applicato con il metodo giusto, si sono concentrati su anziani e fragili. Anche con una sola dose di vaccino, il numero dei ricoveri e dei decessi si è ridotto.

Per l’esperta, non è necessario vaccinare tutti per invertire la tendenza. Ma è necessario immunizzare una quota maggioritaria degli anziani, bisogna farlo il prima possibile. Ma con quale vaccino? «Non importa perché tutti i vaccini disponibili adesso proteggono contro l’ospedalizzazione e il decorso infausto. Il vaccino quindi va visto come il muro, l’argine, la barriera all’ondata di morte. Ma non solo questo».

I vaccini attualmente disponibili in Italia proteggono anche contro le varianti del Covid-19 e riducono la trasmissione del virus e i casi asintomatici.

Vaccinazione in Italia, il Governo interviene sulle Regioni

È ora disponibile una task force della Protezione Civile e della Difesa in caso di richiesta da parte dei governatori regionali per aiutare i territori indietro con le vaccinazioni. Purtroppo resta ancora il problema delle somministrazioni dei vaccini che non superano le 200mila somministrazioni al giorno.

Proprio in questi ultimi giorni il Governo ha ricordato che vi è la necessità di dare priorità agli anziani e ai fragili. Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha ricordato che, grazie alle 52 milioni di dosi previste tra aprile e giugno, si potrà superare le 200mila somministrazioni al giorno.

Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, assicura che entro fine giugno i due terzi dei cittadini italiani che vogliono vaccinarsi, avrà già ricevuto la prima dose. A metà aprile, invece, registreremo un sensibile miglioramento con una riduzione dei ricoveri. «Termineranno le zone rosse nelle regioni».

In un’intervista al quotidiano Il Messaggero, Sileri ha spiegato che ci sono alcune regioni che stanno andando veloci con la vaccinazione, sono il Lazio, le Marche, l’Emilia-Romagna, il Veneto. Ma altre come la Lombardia, le cose non stanno andando come dovrebbero. «Problemi mi vengono segnalati anche dalla Calabria, dove ci sono guai con i sistemi di prenotazione su cui sta intervenendo il commissario». Su questo punto si sta cercando di trovare la giusta soluzione.