Covid, Ilaria Capua: «Nel 2022 saremo tutti vaccinati, ma via le mascherine solo nel 2023»

Covid, Ilaria Capua: «Nel 2022 saremo tutti vaccinati, ma via le mascherine solo nel 2023»

Per Ilaria Capua «nel 2022 saremo tutti vaccinati, ma via le mascherine solo nel 2023»

Ritorna a parlare la virologa Ilaria Capua con le sue previsioni sulla fine della pandemia da Covid-19. Per l’esperta, nel 2022 saremo tutti vaccinati ma solo nel 2023 potremo dire addio all’uso delle mascherine.

Le previsioni di Ilaria Capua sulla pandemia

Ilaria Capua ha dichiarato: «Entro il 2021 saranno vaccinati operatori sanitari, anziani e categorie fragili; nel 2022 tutti gli altri e solo nel 2023 si potrà andare in giro senza mascherine sempre» e sulla situazione epidemiologica: «In Europa non stiamo riuscendo ad appiattire la curva come vorremmo ma stiamo riuscendo a tenerla sotto controllo».

Sono queste le previsioni dell’esperta che dal 2016 dirige un dipartimento dell’Emerging Pathogens Institute dell’Università della Florida, intervenendo a Radio anch’io. Quel che è ormai certo è che la pandemia non finirà quest’anno. Nel 2021 grazie ai vaccini iniziamo a «mettere giù l’artiglieria pesante». Ma per vaccinare tutti ci vuole tempo, ordine e organizzazione.

Sicuramente questa è la più grande vaccinazione di massa della storia dell’umanità. «Abbiamo sieri con caratteristiche diverse che devono essere maneggiate in maniera diversa. Quindi non sarà facile» e conferma quanto dichiarato nei giorni scorsi, ovvero che prima del 2021 non saremo ancora liberi dal virus.

Situazione della pandemia nel mondo

Ilaria Capua ha poi voluto fare il punto della situazione in tutto il mondo. In Europa il virus è in fase di accelerazione controllata, spiega, «non stiamo riuscendo ad appiattire la curva come vorremmo ma stiamo riuscendo a tenerla sotto controllo». Negli Usa invece c’è una politica diversa. In Florida, così come in altri stati, fino a poco tempo fa non vi era nemmeno l’obbligo della mascherina, della distanza sociale e altre regole a livello comportamentale. Questo ha causato una rapida trasmissione del visus: «Le strutture sanitarie sono sottodimensionate e la situazione in alcune zone, come la California, è drammatica».

Ma nonostante ciò, gli Stati Uniti, sono avanti nella campagna di vaccinazione rispetto al nostro Paese e ad altri paesi europei. Le prime dosi sono state somministrate ad inizio dicembre, quindi quasi un mese di anticipo rispetto agli altri. «Qui siamo arrivati al richiamo e stiamo vedendo degli effetti associati alla seconda dose, come mal di testa e spossatezza, ma questo non vuol dire che il vaccino non funziona o che fa male, ma semplicemente che potremmo aspettarci nelle 24/48 ore successive al richiamo effetti associati normali e che scompaiono rapidamente». 

E Prosegue: «Per l’Italia mi piacerebbe vedere quali sono i piani per fare in modo che appena il vaccino sarà disponibile in numeri sufficienti si riuscirà realmente a vaccinare molte persone. Per far sì che il sistema funzioni servono tre cose: bisogna avere vaccini che funzionano, e ce li abbiamo, un sistema di distribuzione che permetta al siero di presentarsi al sistema immunitario nel più breve tempo possibile e infine la collaborazione da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Tutti devono fare la propria parte». Leggi anche: Coronavirus: la situazione nel mondo - 14 Gennaio 2021