Covid, Ilaria Capua: «Immunità di gregge difficile a causa dello scetticismo sui vaccini»

La virologa ha parlato della campagna vaccinale in USA nel corso di un’intervista al Corriere della Sera.

Ilaria Capua, virologa e ricercatrice italiana che lavora da anni negli USA, è stata intervistata dal Corriere della Sera. L’esperta ha parlato della campagna vaccinale negli Stati Uniti. Nel Paese dove risiede infatti c’è stata una brusca frenata nel numero di vaccinazioni al giorno. Si è assistito infatti al passaggio da 3 milioni di immunizzazioni al giorno a 2,2 milioni di dosi somministrate.

Secondo la Capua la ragione non è solamente una, ma si tratta di una combinazioni di fattori che rendereanno difficile l’immunità di gregge. Scopriao cosa ha detto la virologa nel corso dell’intervista al quotidiano.

Stati Uniti: troppo scetticismo sui vaccini impediranno immunità di gregge

La ricercatrice Ilaria Capua ha parlato della campagna vaccinale in USA nel corso di un’intervista al Corriere della Sera. La virologa ha spiegato che il brusco calo delle vaccinazioni a cui si sta assistendo è causato da alcuni fattori. «La ragione non è una sola ma mi sento di dire che c’è ancora una fascia di popolazione che sottovaluta moltissimo questa emergenza sanitaria e che rifiuta la vaccinazione o non ne vede il beneficio», ha riferito la Capua.

A spingere molti cittadini americani a non credere nell’efficacia dei sieri contro il Covid sono stati «una serie di leader che hanno un punto di vista diverso da quello scientifico sulla gestione dell’epidemia».

Secondo la Capua è sbagliato dire che lo scetticismo appartiene solo agli afroamericani. La virologa ha spiegato infatti che non se la sente «di dire che lo scetticismo sia un problema che riguarda specificatamente gli afroamericani; è chiaro che le pandemie sono eventi trasformazionali che fanno emergere delle fragilità dei sistemi: una delle indubbie fragilità negli Stati Uniti è il divario che c’è sull’assistenza medica e l’approccio alla salute tra le varie etnie».

Per la ricercatriche italiana «Non si può dar la colpa a chi è in posti remoti o svantaggiato». Secondo lei infatti «La campagna vaccinale è andata benissimo finché è stata condotta tra la popolazione consapevole che ha fatto di tutto per vaccinarsi. Adesso bisogna lavorare sugli scettici. Alcuni Stati, tra cui la Florida, hanno sollevato le restrizioni: qui metà della popolazione segue quello che io chiamerei non tanto negazionismo ma “sottovalutiamo”».

«Molte voci della Sanità pubblica americana si stanno attivando per recuperare questa fascia di popolazione, che in questo momento può fare la differenza», ha poi continuato Ilaria Capua.

«L’immunità di gregge ha bisogno di tempo per svilupparsi, con la vaccinazione si accelera. Certo che, se una fetta significativa della popolazione non si vaccina e sono in atto misure di restrizione (che fanno circolare il virus meno, ma impediscono anche che si sviluppino anticorpi), l’immunità di gregge arriverà più tardi», ha poi detto la ricercatrice.

Per la Capua la risposta avuta nei confronti del Covid è stata decisamente positiva, infatti secondo lei «non era scontato che in un anno avessimo vaccini che funzionano».