Covid, Giorgio Parisi: «Vaccinando tutti gli over 77 in Italia caleranno i decessi»

Covid, Giorgio Parisi: «Vaccinando tutti gli over 77 in Italia caleranno i decessi»

Il docente di meccanica statistica dell’Università Sapienza di Roma e presidente dell’Accademia dei Lincei ha spiegato qual è il modo migliore per uscire dall’emergenza Covid.

Giorgio Parisi, docente di meccanica statistica dell’Università Sapienza di Roma e presidente dell’Accademia dei Lincei ha concesso una lunga intervista al Corriere della Sera.

Le sue parole riguardo alla pandemia di Covid sono abbastanza ottimiste anche se, avverte, è necessario fare grande attenzione alle riaperture che potrebbero causare nuovi contagi.

Parisi ha poi parlato anche della campagna vaccinale sostenendo che questa debba riuscire a coprire tutti gli over 60 entro giugno e tutta la popolazione entro il mese di settembre.

Giorgio Parisi: il suo pensiero sulle riaperture

Il docente di meccanica statistica dell’Università Sapienza di Roma ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera. Qui ha espresso la sua opinione in merito alle riaperture. «La vera questione è il controllo degli effetti delle aperture. Se non siamo in grado di verificare per tempo cosa succede, allora rischiamo. Dobbiamo capire quanto gli alunni contagino genitori. Quanti clienti diffondono il virus. È fondamentale riattivare il tracciamento», ha spiegato Giorgio Parisi.

Secondo Parisi i vaccini saranno fondamentali, ma oltre a questi anche alcuni altri farmaci sono essenziali per avere la meglio contro il Covid. «L’uso dei farmaci va a rilento, perché i virus, a differenza dei batteri, sono minuscoli e variano spesso. Spero molto nei nuovi anticorpi monoclonali studiati in Italia da Rino Rappuoli. Quelli attuali vanno dati entro due giorni dall’insorgere della malattia, si somministrano solo in ospedale e con un’infusione che dura un’ora e mezza»

Il docente della Sapienza parla della campagna vaccinale

Giorgio Parisi ritiene essenziale vaccinare rapidamente tutti gli anziani in maniera tale da ridurre il numero di morti. «Fino a un mese fa, i due terzi delle vittime avevano più di 77 anni. Una volta vaccinati loro, passeremo automaticamente da 300 decessi al giorno a 100», ha detto il docente.

Le ospedalizzazioni stanno diminuendo a seguito del progredire della campagna vaccinale. «La riduzione del numero di ricoveri, superiore a quella delle terapie intensive, dimostra i primi effetti sui più anziani, che difficilmente finiscono intubati», ha spiegato Parisi.

Secondo il presidente dell’Accademia dei Lincei è fondamentale vaccinare almeno l’80% della popolazione italiana per puntare all’immunità di gregge. Stando a quanto dichiarato da Parisi è bene vaccinare tutti gli over 12 e non solo gli over 12. «Ci sono già studi che dicono come i vaccini proteggano dai 12 ai 16 anni. Sotto i 12, vedremo. Non è detto che sarà necessario proteggerli, visto che a quell’età il Covid fa meno danni dell’influenza», ha spiegato.

Un pensiero alla campagna vaccinale autunnale

Una volta vaccinata tutta la popolazione sarà necessario iniziare una nuova campagna vaccinale in autunno. Questo è fondamentale in quanto i vaccini hanno per ora una durata limitata. Di coseguenza il Governo italiano deve farsi trovare preparato per quando questo accadrà.

«Serve pensarci da ora. Perché l’immunità ha una durata limitata. E perché le varianti sono in agguato. Bene che la UE si stia accordando per avere un miliardo di dosi da Pfizer nel 2022 e un altro nel 2023. Ma non basteranno. Perché servono subito in autunno», ha spiegato il docente della Sapienza.

Secondo Parisi si deve poi pensare anche al resto del mondo e non solo all’UE. Gli stati Europei infatti non paiono molto interessati alla questione vaccini nel resto del globo, ma questo è un grave errore secondo l’esperto.

«Il virus muta velocemente. Se c’è una variante pericolosa in Brasile, non si può immaginare una quarantena. Evitare milioni di morti nel mondo è un imperativo morale. Per chi non se ne preoccupa, è comunque fondamentale proteggerci dalle varianti. Servono 20 miliardi di dollari, che sono briciole rispetto alle economie occidentali», ha concluso Parisi.