Covid, Fedriga sul Green Pass: «Ci permette di non avere più lockdown»

Il governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza della Regioni è stato intervistato dal Corriere della Sera.

A cosa serve il Green Pass? C’è ancora chi se lo chiede, ma la risposta è già stata fornita da Mario Draghi qualche tempo fa con un concetto ribadito anche da Massimiliano Fedriga. Il governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni ha parlato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera del 21 settembre.

Green Pass, a luglio le parole di Draghi erano state chiare

«Il Green Pass - aveva detto a luglio il presidente del Consiglio - non è un arbitrio, è una condizione per tenere aperte le attività economiche». Parole che somigliano molto a quelle utilizzate da Fedriga.

Il presidente friulano ha, infatti, definito la certificazione verde come "lo strumento che ci consente di tenere aperto quello che un anno fa veniva chiuso". “Il certificato - ha chiarito - ci permette di non avere più lockdown. Significa poter garantire a chi ha attività economiche che non chiuderà e a chi vuole investire che potrà farlo senza problemi”.

Green Pass, strumento per evitare le chiusure

È noto come i requisiti per ottenere la certificazione verde non siano subordinati alla sola vaccinazione. Immunizzarsi rappresenta il metodo più comodo per ottenerla, ma esistono ancora delle sacche di resistenza.

«È una misura - ha proseguito Fedriga sul Green Pass- per rendere più sicura la salute dei cittadini. Dobbiamo lavorare su questo. Spero, anzi, che si faccia di più per combattere tutte le fake news che circolano sui vaccini e che condizionano una fetta di cittadini che più che contrari sono in preda a dubbi e paure». I timori, secondo il governatore, vanno confutati con “argomentazioni solide".

Rispetto alla possibilità che il Green Pass diventi una sorta di lasciapassare per un futuro prossimo dove non bisognerà fare i conti con le chiusure degli anni passati, sarebbe già stata affrontata nelle interlocuzioni istituzionali.

Fedriga, tra l’altro, ha indicato lo stesso periodo in cui sono arrivate le citate parole di Draghi, cioè luglio, in cui ciò sarebbe avvenuto. "Abbiamo detto - ha rivelato il presidente del Friuli Venezia Giulia - che nelle zone rosse e arancioni le attività non vanno chiuse. E anzi, va concessa la possibilità di aprire a chi, le discoteche, finora non ha potuto farlo". Fedriga ha, inoltre, anticipato che rispetto a questi scenari ottobre rappresenterà il momento della verifica.

Vaccino decisivo al momento nell’azione di contrasto alla variante Delta

Non mancano le riserve, emerse in qualche opinione, rispetto all’utilizzo del Green Pass come “presidio” della situazione sanitaria. Occorre, però, precisare come siano molteplici le deduzioni logiche che lo rendono uno strumento adeguato a limitare i danni.

Con quarantuno milioni di italiani vaccinati (cifra data da Figliuolo nei giorni scorsi), la certificazione verde è attribuibile soprattutto all’immunizzazione.

Questo significa che poter dare accesso a determinati ambienti o situazioni potenzialmente a rischio a chi ha ricevuto la vaccinazione, significa che eventuali infezioni dei vaccinati equivarrebbero a contagiati dove diventerebbe remoto il rischio che questi possano finire in ospedale, essendo candidati ad un decorso della malattia, nella stragrande maggioranza dei casi, molto diverso da chi non è protetto.

Questo evita il sovraccarico delle strutture sanitarie e allontana la necessità di chiusure e restrizioni. E si parla di situazioni limite, tenuto conto che i vaccinati si infettano e dunque trasmettono meno rispetto a chi non lo è. E oggi il vaccino è abbastanza chiaro abbia rappresentano una diga considerevole rispetto ai potenziali effetti della variante Delta, molto più contagiosa rispetto al virus originario.

Allo stesso modo l’estensione del Green Pass ad ambiti sempre più ampi rappresenta un significativo incentivo alla vaccinazione ed abbastanza chiaro che più vaccinati ci sono, più la situazione sanitaria resta controllo e di conseguenza anche quella economica può procedere senza gli intoppi conosciuti in varie fasi di questa pandemia.