Covid, Fabrizio Curcio: «Troppe persone non si prenotano per le vaccinazioni»

Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile, ha spiegato nel corso di un’intervista rilasciata a La Repubblica che sono molti coloro che non si sono prenotati per ricevere il vaccino.

La campagna vaccinale in Italia stra proseguendo a ritmi abbastanza rapidi. Negli ultimi giorni il commissario per l’emergenza Coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo, ha emanato una nuova ordinanza che chiarisce l’ordine da seguire per le vaccinazioni. Questo permetterà di immunizzare prima coloro che risultano più fragili e coloro che hanno un’età maggiore di 80 anni.

Nonostante tutto però sono ancora molti coloro che, pur avendone diritto, non si sono prenotati. A lanciare l’allarme è stato Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile, nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica.

Fabrizio Curcio parla della campagna vaccinale

Molti degli aventi diritto a ricevere il vaccino Covid non si sono ancora prenotati. A lanciare l’allarme è il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. «Mancano molti cittadini all’appello. Persone anziane o povere non raggiunte dalle informazioni? Vecchi senza figli che possano aiutarli? No vax? Possiamo chiamarli i dispersi e una delle funzioni della Protezione civile è ritrovarli, portarli alla vaccinazione», ha spiegato Curcio.

Nel corso dell’intervista rilasciata a La Repubblica, Curcio ha raccontato che i contatti con il commissario Figliuolo sono costanti tanto che è «ormai un amico». Il capo della Protezione Civile italiana è infatti in prima linea nella campagna di vaccinazione contro il Covid e proprio per questo motivo è sempre molto aggiornato in merito alle vaccinazioni.

«Non sarò mai tra quelli che vogliono un ritorno allo Stato centralista. Da quattordici anni sono un uomo di Protezione Civile, ho girato l’Italia in lungo e in largo e ho capito che ogni Provincia è unica: ha una sua economia, una sua sofferenza, un suo bisogno. Non credo che quando riavremo le bocce ferme, la fine della pandemia, torneremo a una sanità centralizzata, uno Stato che fa tutto», ha spiegato Curcio.

Il problema di chi vuole combattere contro il Coronavirus a modo suo è comunque reale e bisogna tenerne conto per consentire alla campagna di vaccinazioni di proseguire nel migliore dei modi in tutta la Penisola. Vincenzo De Luca, Governatore della Campania, ha infatti polemizzato molto sul modo di portare avanti le vaccinazioni nel Paese scagliandosi contro quanto deciso dal Governo.

«Non c’è uno Stato centrale e poi De Luca. C’è uno Stato fatto dal Governo romano e dalle Regioni, dalle province e dalle microautonomie. Sono loro a conoscere il territorio, noi abbiamo l’onere di tenere un filo comune, usare un linguaggio valido per tutti. Quando vado nei territori, i presidenti mi parlano, non ringhiano. E da qui, Via Ulpiano a Roma, provo a far dialogare la Protezione civile regionale con la sanità regionale. Cerchiamo le soluzioni migliori e alla fine, certo, vanno rispettate da tutti», ha voluto spiegare il capo della Protezione Civile.

Fabrizio Curcio ha poi spiegato che anche secondo lui è necessario vaccinare prima chi rischia la vita in caso di Covid. «Dobbiamo salvare vite, mettere in sicurezza gli anziani e i fragili. Come si può convivere con 358 morti al giorno? Si è diffuso un cinismo della tabella, la conta quotidiana ci fa perdere il senso delle tragedie. Quando avremo messo in sicurezza gli over 80, gli over 70 e anche gli over 60 potremo ragionare su un Piano vaccinazioni più flessibile, uscire dalla rigidità anagrafica», ha dichiarato.